Cosenza entra nella rete delle Città del Vino: consegnata al sindaco Franz Caruso la bandiera dell’Associazione
Il presidente nazionale Angelo Radica a Palazzo dei Bruzi: «Da oggi inizia un cammino»
Cosenza - Con la consegna al Sindaco Franz Caruso della Bandiera dell’Associazione nazionale Città del Vino da parte del Presidente del sodalizio, Angelo Radica, nel corso di una cerimonia molto partecipata, svoltasi a Palazzo dei Bruzi, Cosenza è entrata ufficialmente nella rete nazionale che raggruppa circa 540 città italiane.
A questo importante momento istituzionale che ha segnato l’apertura delle manifestazioni della 44ma edizione della Sagra dell’uva e del vino di Donnici, hanno preso parte anche il Prefetto della provincia di Cosenza, Rosa Maria Padovano e le altre autorità cittadine, dal Questore Antonio Borelli, al Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Andrea Mommo, al nuovo Comandante della Guardia di Finanza, Natale Giordano. La cerimonia è stata introdotta e moderata dall’Assessore alle attività produttive, commercio, artigianato e turismo, Rosario Branda. “Abbiamo investito in una formula innovativa – ha sottolineato il Sindaco Franz Caruso - perché abbiamo voluto dare un’impronta diversa alla 44ma edizione della Sagra dell’uva e del vino di Donnici, la sagra più antica del nostro territorio. Donnici – ha precisato Franz Caruso - non è una parte di territorio avulsa dal contesto cittadino. Abbiamo sempre detto che partiamo da dove gli altri non sono mai arrivati, dalle periferie sul cui recupero la nostra Amministrazione ha molto puntato e investito. Un recupero – ha aggiunto il primo cittadino - che non è solo strutturale. Si tratta di recuperare, in questo caso, quella che è la vocazione del territorio, per la valorizzazione di produzioni che tipicizzano la zona.
La Sagra è un momento di partecipazione collettiva che porta decine di migliaia di visitatori nei tre giorni canonici della manifestazione e le periferie sono una parte integrante del nostro territorio, ma Cosenza, intesa come centro cittadino, non poteva rimanere estranea ad un progetto che è quello di fare in modo che la Sagra inserita in un discorso più generale, quello messo in campo con il progetto “Cosenza città attrattiva”, possa essere parte di un percorso in grado di unire tutte le attività, dal commercio, all’artigianato, al turismo”. Il Sindaco ha ricordato, inoltre, come, insieme all’Assessore Branda, si sia voluta raddoppiare l’offerta, non solo con i tre giorni della Sagra tradizionale a Donnici, ma con i tre giorni precedenti a Cosenza, per aprire anche un confronto culturale sui temi del vino e della produzione enologica, per legare la città alle sue periferie, senza snaturare la filosofia tradizionale della Sagra che rimane quella dell’uva e del vino di Donnici.
Franz Caruso ha considerato l’ingresso di Cosenza nell’Associazione “Città del Vino” “un fatto particolarmente significativo che ci dà enorme soddisfazione, perché d’ora in avanti potremo fregiarci di questo titolo e di questa appartenenza. Siamo grati al Presidente Radica per questo riconoscimento perché Cosenza, come capoluogo di provincia, deve essere al centro dello sviluppo di un intero territorio. Noi abbiamo tante cantine e tanti produttori di vino che rappresentano un fiore all’occhiello del nostro territorio e che partono dal Pollino per arrivare al Savuto.
Cosenza ha una posizione baricentrica che vuole utilizzare il suo ruolo per mettere insieme e costituire una filiera dei produttori di vino. Un progetto complessivo che vuole sviluppare le potenzialità del territorio per far sì che il nostro prodotto di eccellenza possa essere un attrattore di investimenti e sviluppo, con un occhio attento e proteso verso l’enoturismo che è una grande risorsa per il nostro Paese e vogliamo che lo diventi anche per il nostro territorio”. Nell’introdurre l’intervento del Sindaco, l’Assessore Rosario Branda ha sottolineato il percorso e l’impronta nuova assegnati alla 44ma edizione della Sagra dell’Uva e del vino di Donnici evidenziando il legame tra città, vino e territorio, partendo dalla città, portando Donnici a Cosenza per poi tornare nel borgo di Donnici dove tutto è nato”.
Apprezzamento per l’ingresso ufficiale di Cosenza nell’Associazione “Città del Vino” è stato espresso dal Prefetto Rosa Maria Padovano Prefetto che ha parlato di “lodevole e pregevolissima iniziativa, ricordando la nascita, quasi 40 anni fa, del sodalizio nazionale e mettendone in luce “l’intraprendenza ed una serie di progettualità ed obiettivi veramente ambiziosi, ma pregevoli, per il coinvolgimento nell’attività dei territori e delle popolazioni”. Il Prefetto Padovano ha rivolto un particolare ringraziamento al Sindaco Franz Caruso per l’adesione all’Associazione “Città del vino”, riconoscendo anche il grande merito all’assessore Branda “che ha messo – ha aggiunto il Prefetto - nell’organizzazione dell’evento, la passione, elemento essenziale per costruire un percorso che diventi storia”. Come valore aggiunto determinante , il Prefetto Padovano ha indicato poi il fatto che “la cultura dell’uva e del vino diventi anche racconto, narrazione di storia, di tradizione e di conoscenza di un territorio ed elemento identitario di un contesto”.
Particolarmente interessante l’intervento del Presidente nazionale dell’Associazione “Città del Vino” Angelo Radica (presente in sala anche Direttore dell’Associazione, Floriano Zambon) “E’ un grande onore per me essere qui – ha esordito Radica – esprimendo un plauso anche per il livello della discussione cui hanno dato un contributo di esperienza e di cultura enologica sia il Presidente del Consorzio Terre di Cosenza, Demetrio Stancati che il vice direttore generale dell’Arsac, Michelangelo Bruno Bossio. “Oggi ho sentito musica per le mie orecchie – ha detto il Presidente Radica-. Oggi – ha proseguito - non è un approdo, ma inizia un cammino all’interno di un’associazione prestigiosa perché noi il 21 di marzo del 2027 celebreremo i nostri 40 anni di attività ed il Sindaco è già invitato alla festa che faremo in Campidoglio a Roma.
La nostra associazione – ha ricordato ancora Angelo Radica - nasce quando ci fu la triste esperienza del metanolo e 39 sindaci si riunirono per costituire un’associazione per difendere i nostri produttori, quelli sani, che rappresentavano il 99% da qualche produttore di pochi scrupoli che a quel tempo aveva rovinato tutto il mondo del vino italiano. Da allora abbiamo fatto grandi passi e siamo, specie nei comuni più piccoli, l’Associazione che aiuta a risolvere i problemi”. Per Radica l’Associazione delle Città del vino rappresenta una cassa di risonanza nazionale sui progetti e la Calabria può dire la sua perché ha portato avanti politiche giuste a livello comunale e regionale, con una concentrazione della spesa dei fondi europei. La prima realtà che è uscita da Verona – ha ricordato ancora il Presidente Radica - è stata Sibari, dove il vino si mescola alla storia e all’archeologia. Questa è la Calabria che può dare scacco a tutti. La vostra carta vincente è non solo la biodiversità, ma anche la narrazione e la storia”. Quindi ha riconosciuto all’enoturismo un valore notevole che in Italia vale più di 31 miliardi.
Oggi il turismo è cambiato e l’enoturismo può essere un aiuto al turismo generale perché è destagionalizzato. Cosenza diventa oggi città di identità e viene iscritta in quest’albo d’oro. Da oggi inizia un cammino di cui noi vogliamo far parte entrando, con i mezzi a nostra disposizione, anche nel progetto Cosenza attrattiva e credo che l’enoturismo possa essere una carta straordinaria anche per aiutare gli altri turismi, da quello culturale a quello religioso”.