EMERGENZA IDRICA

Cosenza, emergenza idrica nell’area collinare: cittadini esasperati

Da una settimana rubinetti con poca pressione e disagi nelle abitazioni. Il Comitato chiede verifiche immediate e avverte: «Pronti a rivolgerci alla Procura»

A cura di Redazione
07 novembre 2026 20:00
Cosenza, emergenza idrica nell’area collinare: cittadini esasperati - Foto: Redazione
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Da circa una settimana numerose famiglie residenti nell'area collinare a sud di Cosenza devono fare i conti con una nuova emergenza idrica. L'erogazione dell'acqua risulta irregolare, con flussi insufficienti e discontinui che rendono difficoltoso il normale svolgimento delle attività quotidiane, compreso l'utilizzo dell'acqua calda per le esigenze igienico-sanitarie.

A denunciare la situazione è il Comitato Permanente Tutela e Valorizzazione dell’Area Collinare a Sud di Cosenza, che parla di cittadini esasperati e di numerose segnalazioni inviate ai recapiti indicati dal Comune, senza che finora sia arrivata una soluzione concreta.

Il Comitato richiama anche quanto accaduto lo scorso giugno, quando l'Amministrazione comunale aveva ricondotto le anomalie nell'erogazione idrica a consumi ritenuti anomali, annunciando controlli da parte della Polizia Locale. Una ricostruzione che il Comitato aveva contestato con una nota stampa del 25 giugno, chiedendo verifiche non soltanto sulle utenze private, ma anche sui serbatoi, sulle condotte e sull'intera rete di distribuzione.

Secondo quanto riferito dal Comitato, non sarebbe ancora arrivato alcun riscontro documentato sull'effettiva esecuzione dei controlli annunciati sulle utenze private. Da qui la richiesta all'Amministrazione di rendere pubblici gli esiti degli accertamenti e chiarire quali verifiche siano state realmente effettuate.

A rafforzare le preoccupazioni, secondo il Comitato, ci sarebbero anche le criticità registrate durante l'estate e la rottura individuata a fine agosto sulla condotta dello Zumpo, elementi che rendono necessario approfondire le condizioni delle infrastrutture idriche.

«La responsabilità sarà ancora una volta attribuita ai residenti oppure è arrivato il momento di verificare seriamente lo stato dei serbatoi, delle condotte e dell'intero sistema di distribuzione?», si domanda il Comitato, che ha interessato anche Sorical, chiedendo un intervento da parte di tutti i soggetti competenti.

La richiesta è quella di superare il continuo rimpallo di responsabilità tra enti e gestori. Ai cittadini, sottolinea il Comitato, interessa soprattutto poter contare su un servizio regolare, con acqua disponibile nelle abitazioni e una pressione sufficiente a soddisfare le normali necessità quotidiane.

Da qui l'appello per un intervento immediato, verifiche tecniche puntuali e informazioni trasparenti sulle cause del disservizio, sui provvedimenti adottati e sui tempi necessari per il ripristino della normalità.

La presa di posizione contiene anche un avvertimento preciso: in assenza di risposte concrete e di una tempestiva risoluzione delle criticità, il Comitato si rivolgerà alla Procura della Repubblica, affinché possano essere accertate eventuali responsabilità e omissioni.

«L'acqua è un bene primario, non un privilegio», conclude il Comitato, ribadendo che garantire la regolarità del servizio idrico non rappresenta un favore ai cittadini, ma un dovere per chi amministra e gestisce il territorio.

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