Cosenza, alle Cappuccinelle preghiera e riflessione davanti al Crocifisso
Venerdì 27 marzo nel centro storico momento spirituale con letture da “Dilexi te” e focus sull’amore verso i poveri
Un appuntamento che unisce spiritualità, arte e riflessione sociale: venerdì 27 marzo 2026, alle ore 19, nella Chiesa delle Cappuccinelle – Casa Divina Provvidenza, nel centro storico di Cosenza, si terrà una visita guidata e un momento di preghiera davanti al “miracoloso” Crocifisso ligneo custodito nella Collezione Cappuccinelle.
L’iniziativa, promossa da Universitas Vivariensis, Sguardi ecologici, Ars Enotria, dal Convegno di cultura “Maria Cristina di Savoia” della PreSila cosentina e dal CISOM dell’Ordine di Malta, rinnova una tradizione ormai consolidata da tre anni, proponendo un percorso tra fede e memoria.
Quest’anno le meditazioni saranno accompagnate dai brani dell’esortazione apostolica “Dilexi te” di papa Leone XIV, incentrata sull’amore verso i poveri. “Sul volto ferito dei poveri troviamo impresso la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza di Cristo” è uno dei passaggi che guideranno la riflessione dei presenti.
Dopo il saluto introduttivo della superiora suor Giustina Valicenti, è prevista una conversazione tra Demetrio Guzzardi e don Giacomo Tuoto, che accompagneranno i partecipanti in un percorso tra arte sacra e significato teologico della Passione.
La chiesa cosentina dedicata alla Santa Croce in Gerusalemme, custodita dalle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza, rappresenta uno scrigno di opere legate alla Passione di Cristo. Accanto alla grande tela della Deposizione, circondata da diciotto riquadri che raccontano gli episodi evangelici – dall’ingresso di Gesù a Gerusalemme fino alla sepoltura – si trovano affreschi e dipinti dedicati ai misteri dolorosi.
Particolarmente significativo è il Crocifisso ligneo attribuito a fra’ Stefano di Piazza Armerina, vissuto tra il 1615 e il 1685 e seguace di fra’ Umile da Pietralia, al quale la tradizione popolare attribuisce eventi miracolosi.
A tramandarne la devozione fu anche suor Maria Teresa Vitari, ultima cappuccinella del monastero, figura venerata dal popolo cosentino per la sua vita di preghiera e umiltà. Secondo la tradizione, il Crocifisso avrebbe parlato a due suore, assicurando la Provvidenza divina e offrendo conforto nella sofferenza.
Ancora oggi il simulacro è custodito e venerato nella Collezione Cappuccinelle, luogo che conserva oggetti liturgici e testimonianze della vita monastica. Un patrimonio che continua a vivere attraverso iniziative come quella del 27 marzo, capace di intrecciare fede, cultura e impegno verso gli ultimi.