Corigliano-Rossano, dimore Storiche aperte in Calabria: c'è un patrimonio tutto da scoprire
Palazzo Amarelli, selezionato tra le tappe calabresi della XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche
Corigliano-Rossano Le dimore storiche italiane non rappresentano soltanto un patrimonio monumentale ma sono a tutti gli effetti una leva concreta di sviluppo economico, turistico e sociale. In Italia i beni culturali privati censiti sono circa 46 mila, hanno generato nel 2024 oltre 35 milioni di visitatori e attivato investimenti superiori a 1,9 miliardi di euro. È dentro questa visione contemporanea del patrimonio, come infrastruttura viva capace di produrre valore condiviso, che si inserisce anche Palazzo Amarelli, selezionato tra le tappe calabresi della XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche.
CORIGLIANO-ROSSANO NEL CIRCUITO NAZIONALE DELL’ADSI
Domenica 24 maggio Corigliano-Rossano sarà tra le città protagoniste della manifestazione nazionale dedicata, quest’anno, al tema Custodi di futuro - Un patrimonio vivo per un valore condiviso, insieme ad Acconia di Curinga, Marcellinara, Catanzaro, Aiello Calabro, Amantea, Lungro, Sangineto Lido, Scandale, Cotronei, Cariati, Taurianova, Cannavà, Polistena, Locri, Tropea e Vibo Valentia. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), gode del patrocinio del Ministero della Cultura, di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, di ANCI e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, confermando il valore strategico riconosciuto al patrimonio culturale privato nella costruzione dell’offerta culturale italiana.
PALAZZO AMARELLI, DALLA FORTEZZA AL MODELLO DI TURISMO IDENTITARIO
La presenza di Palazzo Amarelli nel circuito nazionale ADSI conferma il ruolo assunto negli anni dalla storica dimora rossanese come luogo capace di coniugare memoria storica, cultura d’impresa e attrattività territoriale. La struttura, infatti, conserva ancora oggi l’impianto della residenza fortificata nata per difendere il territorio dalle incursioni ottomane e identificata da diverse ricostruzioni storiche con l’antico Castello Sant’Angelo edificato nel Cinquecento con gli avanzi dell’arsenale di Thurio. Nel tempo, attorno alla residenza si è sviluppato un complesso produttivo che testimonia il passaggio dalla struttura feudale alla proto-industrializzazione agricola, culminata nel 1731 con la nascita del Concio, il sistema di estrazione industriale del succo di liquirizia che ha reso la famiglia Amarelli riconoscibile nel mondo.
LA RADICE E L’INGEGNO, DUE MID CHE HANNO RESO LA CALABRIA ICONA NEL MONDO
All’interno dell’esperienza Amarelli, inoltre, convivono due Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria: la Liquirizia di Calabria e l’invenzione dei primi conci per l’estrazione industriale del succo dalla radice, entrambe censite nella mappatura ufficiale MID per la loro unicità universale, che raccontano il rapporto tra risorsa naturale, innovazione produttiva e memoria industriale. A queste specificità si aggiungono il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, unico museo aziendale al mondo dedicato interamente alla liquirizia, l’Archivio Storico di Famiglia dichiarato di interesse nazionale e la riconoscibilità internazionale delle storiche confezioni in metallo, entrambi insediati all’interno della dimora storica e divenuti nel tempo una delle immagini più iconiche del Made in Italy identitario.
IL MUSEO DELLA LIQUIRIZIA COME ATTRATTORE CULTURALE E TURISTICO
Proprio il Museo nel corso degli anni, grazie al suo connubio perfetto tra racconto e location, che ne ha reso ancora più suggestiva la narrazione, si è consolidato come uno dei principali attrattori culturali privati della Calabria, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici e all’ampliamento dell’offerta esperienziale regionale. Studenti, tour operator, associazioni, viaggiatori e comunità educanti trovano nella Fabbrica-Museo un luogo capace di coniugare produzione, divulgazione, storia d’impresa e promozione territoriale.