Convegno del MEIC di Catanzaro sulla dottrina sociale della Chiesa

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente del MEIC Luigi Bulotta e dell’Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Claudio Maniago

A cura di Redazione
16 gennaio 2026 16:00
Convegno del MEIC di Catanzaro sulla dottrina sociale della Chiesa  -
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Catanzaro - Mettere la persona e la sua dignità al centro delle scelte pubbliche, sociali ed economiche. È questo l’orizzonte che ha guidato il convegno “Etica, rigenerazione e sviluppo territoriale”, promosso dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC) di Catanzaro-Squillace e svoltosi nell’Aula “Beato F. Mottola” dell’Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola” in Catanzaro.

Un momento di confronto ampio e partecipato, che ha intrecciato riflessione culturale, Dottrina sociale della Chiesa e responsabilità civile, offrendo al territorio una chiave di lettura capace di tenere insieme sviluppo, coesione sociale e qualità delle relazioni.

Mons. Maniago: fede e impegno civile per il bene comune

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente del MEIC Luigi Bulotta e dell’Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Claudio Maniago, che ha richiamato il valore di un impegno culturale cristiano capace di abitare le trasformazioni del presente. Lo sviluppo – ha sottolineato – non può essere ridotto a una questione tecnica o economica, ma deve restare orientato al bene comune e alla promozione integrale della persona.

Nel suo intervento, il sindaco Nicola Fiorita ha evidenziato il ruolo della corresponsabilità tra istituzioni e comunità locali, annunciando l’intitolazione di una nuova scuola cittadina a Don Dino Piraino, come segno di una memoria che diventa scelta educativa e civile.

La Dottrina sociale come bussola: il contributo di Zamagni

Moderata da Antonio De Marco, la prima sessione ha approfondito i fondamenti della rigenerazione civile e urbana. In collegamento video, l’economista Stefano Zamagni ha richiamato l’attualità della Dottrina sociale della Chiesa, indicando nei suoi pilastri – dignità della persona, solidarietà, sussidiarietà e bene comune – criteri concreti per orientare le politiche di sviluppo.

Zamagni ha fatto riferimento anche alla sentenza della Corte Costituzionale del 26 giugno 2020, sottolineando come essa affermi un principio decisivo: le decisioni pubbliche non possono essere assunte in modo solitario, ma devono essere costruite insieme a imprese, Terzo settore e corpi intermedi, in una logica di corresponsabilità e partecipazione.

Rigenerazione integrale: il contributo di Ledo Prato

Su questa linea si è collocato l’intervento di Ledo Prato, che ha richiamato l’esigenza di una rigenerazione integrale, capace di andare oltre la semplice riqualificazione degli spazi. La rigenerazione urbana – ha evidenziato – non può prescindere dalla rigenerazione delle comunità e delle relazioni sociali, pena il rischio di produrre interventi privi di radicamento umano.

Una visione che invita a superare logiche meramente edilizie o consumistiche, puntando invece su sostenibilità, partecipazione e qualità della vita.

La prof.ssa Luana Parisi ha poi ampliato la riflessione, sottolineando come cultura, servizi e infrastrutture debbano essere pensati come strumenti di inclusione sociale e non come fattori di ulteriore frammentazione.

Professioni e bene comune: la tavola rotonda

La seconda sessione dei lavori ha assunto un taglio più operativo con una tavola rotonda dedicata al ruolo delle professioni nella promozione del bene comune, coordinata dal prof. Alberto Scerbo dell’Università Magna Graecia.

Al confronto hanno preso parte Federico Bonacci, presidente regionale dell’Associazione Medici Cattolici, Eros Corapi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Catanzaro, Gerlando Cuffaro, presidente del Raggruppamento degli Ordini Tecnici di Catanzaro, e Antonino Sgrò, presidente della Federazione dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali.

Dal dibattito è emersa una visione condivisa: le competenze professionali, per essere realmente efficaci, devono essere accompagnate da una responsabilità etica che rimetta la persona e la comunità al centro dell’agire quotidiano, promuovendo solidarietà, tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile.

Una sfida culturale per il territorio

Il convegno del MEIC ha offerto così una riflessione articolata e un confronto concreto su come costruire una comunità più coesa e consapevole, capace di affrontare le sfide del presente senza rinunciare alla propria umanità.

Garantire sviluppo senza perdere di vista la dignità della persona, mettendo in rete istituzioni, professioni e cittadini, è la sfida culturale e civile che emerge con chiarezza: un percorso da costruire insieme, davvero a misura d’uomo.


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