Confisca da 7 milioni a imprenditore di Rosarno legato ai Pesce

Misura definitiva della Corte d’Appello di Reggio Calabria: sequestrati società, immobili, terreni e conti correnti intestati a prestanome

A cura di Redazione
06 maggio 2026 07:15
Confisca da 7 milioni a imprenditore di Rosarno legato ai Pesce - Foto Uff. Stampa Guardia di Finanza
Foto Uff. Stampa Guardia di Finanza
Condividi

Confisca definitiva da oltre 7 milioni di euro nei confronti di un imprenditore di Rosarno, imputato per intestazione fittizia di beni. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione della Corte d’Appello reggina.

L’operazione rappresenta l’approdo degli accertamenti patrimoniali coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e si inserisce nel solco delle indagini denominate “Handover-Pecunia Olet”, condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, e “Faust”, eseguita dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri.

Secondo quanto emerso dalle investigazioni, l’imprenditore avrebbe attribuito fittiziamente la titolarità di società e immobili a tre prestanome per sottrarre i beni a eventuali sequestri e confische previsti dalla normativa antimafia. Gli inquirenti ritengono che il sistema sarebbe stato ideato con il supporto di un commercialista di fiducia.

L’uomo, già gravato in passato da condanne per reati associativi e da misure di prevenzione personali e patrimoniali, sarebbe stato ritenuto contiguo alla cosca Pesce di Rosarno. Circostanza che, secondo gli investigatori, lo avrebbe esposto al rischio di ulteriori misure patrimoniali.

La Corte d’Appello, accogliendo la richiesta della Procura Generale della Repubblica, ha disposto la confisca definitiva dell’intero patrimonio riconducibile all’imprenditore: una cooperativa agricola formalmente intestata a prestanome con due terreni e un immobile commerciale, quattro fabbricati tra Rosarno e Tropea, oltre a rapporti bancari, finanziari e disponibilità economiche.

Il valore complessivo dei beni confiscati supera i 7 milioni di euro.

Segui CalabriaOk