CONFIAL Calabria scuote i Comuni: «Consigli aperti per dare voce alla crisi»

Agricoltura, trasporti e caro vita al centro della proposta: «Dai territori deve partire un messaggio unitario».

A cura di Redazione
02 ottobre 2026 18:30
CONFIAL Calabria scuote i Comuni: «Consigli aperti per dare voce alla crisi» - Foto: Fabio Tomaino
Foto: Fabio Tomaino
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Calabria - CONFIAL Calabria chiama direttamente in causa i Comuni capoluogo e propone la convocazione di Consigli Comunali aperti dedicati alle difficoltà che attraversano agricoltura, autotrasporto, pesca e, più complessivamente, il sistema economico e produttivo regionale. La richiesta è stata indirizzata ai Sindaci, ai Presidenti dei Consigli Comunali, alle Giunte e a tutti i Consiglieri dei Comuni capoluogo, con l'obiettivo di coinvolgere anche parlamentari, rappresentanti regionali e locali, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e realtà economiche e sociali.

«Vogliamo che dai capoluoghi parta un messaggio unitario – dichiara Fabio Tomaino, Segretario Regionale Confederale CONFIAL Calabria –. Non chiediamo ai Comuni di risolvere problemi che appartengono ad altri livelli istituzionali. Chiediamo loro di fare qualcosa di altrettanto importante: dare voce ai territori e mettere insieme tutte le rappresentanze per costruire proposte e richieste comuni.» Per CONFIAL, la mobilitazione non può essere circoscritta alle categorie direttamente coinvolte.

«Quando un produttore non riesce più a ottenere una remunerazione adeguata, entra in crisi l'impresa e viene messa a rischio l'occupazione. Ma il problema non finisce nei campi.» Un peso determinante è rappresentato infatti anche dall'autotrasporto, particolarmente rilevante per una regione periferica come la Calabria. «Il caro carburante e l'aumento dei costi di gestione dei mezzi stanno mettendo sotto pressione anche chi trasporta. E ogni aumento lungo la strada si aggiunge ai costi già sostenuti da chi produce. Il prezzo parte dai campi, attraversa i trasporti e arriva sulle tavole delle famiglie.»

Dal caro carburante alla tutela del lavoro

È qui, secondo CONFIAL, che una vertenza apparentemente settoriale assume una dimensione direttamente sindacale.

«Quando aumentano trasporto e beni essenziali mentre i redditi da lavoro restano sostanzialmente fermi, il salario perde valore anche se sulla busta paga continua a esserci la stessa cifra. Il caro carburante, quindi, non è soltanto un problema degli autotrasportatori: attraversa l'economia, incide sui prezzi, erode salari e redditi e colpisce il potere d'acquisto delle famiglie.»

CONFIAL richiama inoltre la dimensione europea della questione e il tema della concorrenza delle produzioni provenienti da Paesi extra-UE.

«Alle nostre imprese vengono giustamente richiesti standard elevati sul piano ambientale, sanitario, della sicurezza e della tutela del lavoro. Ma non possiamo chiedere ai nostri produttori standard sempre più elevati e contemporaneamente lasciarli competere sul prezzo con produzioni realizzate in condizioni e con costi differenti. Servono concorrenza equa, reciprocità negli standard e trasparenza sull'origine dei prodotti.» Da qui la proposta di utilizzare i Consigli Comunali aperti come primo momento di ascolto e partecipazione, per arrivare successivamente alla richiesta di un grande tavolo regionale sull'economia e sul lavoro in Calabria.

«Non una passerella, ma un luogo dal quale escano misure, atti, responsabilità e tempi verificabili. Dobbiamo parlare insieme di produzioni, carburanti, infrastrutture, logistica, competitività, occupazione, salari, potere d'acquisto e tutela delle vocazioni della Calabria.»

Una vertenza che riguarda tutta la Calabria

L'appello di CONFIAL è rivolto anche alle altre rappresentanze sociali ed economiche. «Su una questione di questa portata non possono esserci gelosie, primogeniture o orticelli da difendere. Nessuno è proprietario di questa vertenza e nessuno può nascondersi. Istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, imprese e rappresentanze del territorio devono fare ciascuno la propria parte.»

Per CONFIAL il punto è uno: «Se un territorio smette di produrre, perde lavoro, reddito e futuro.
Difendere chi produce significa difendere il lavoro. Difendere chi trasporta significa difendere l'economia.
Difendere il potere d'acquisto significa difendere i salari e proteggere le famiglie. Questa non è la battaglia di qualcuno. È una battaglia per la Calabria. E deve diventare la battaglia di tutti.»

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