Compagnia BA17, il teatro incontra il sociale: dalla voce delle donne alla sensibilizzazione sulla salute mentale

La compagnia teatrale porta in scena due progetti che intrecciano arte, cultura e impegno civile: “Gli occhi delle donne” dedicato alla letteratura al femminile e “Il cuore ricorda”, in programma il 15 ottobre ad Aiello Calabro, per avvicinare le nuove ge

A cura di Redazione
13 ottobre 2026 14:30
Compagnia BA17, il teatro incontra il sociale: dalla voce delle donne alla sensibilizzazione sulla salute mentale -  Foto Uff. Stampa Bat 17
Foto Uff. Stampa Bat 17
Condividi

Quest’anno, la compagnia teatrale BA17 ha aperto un nuovo fronte nel campo del sociale, confermando il valore dell’arte come strumento di sensibilizzazione, conoscenza e inclusione, nell’ambito del progetto di ricostruzione del tessuto sociale attraverso l’arte e la cultura che rientra nel piano di promozione dell’identità regionale “Rinascimento calabrese”. Due i progetti attraverso cui la compagnia ha scelto di affrontare temi di grande rilevanza umana e culturale: il format “Gli occhi delle donne” e lo spettacolo “Il cuore ricorda”, due percorsi artistici differenti, accomunati dalla volontà di dare spazio a storie, emozioni e fragilità, promuovendo una maggiore consapevolezza collettiva.

Il primo, dedicato alla letteratura al femminile, ha debuttato il 23 settembre a Soverato, nell’ambito del Satriano Arte Festival, promosso dall’associazione Ali d’Aquila. Nato nel 2021 all’interno del progetto Compagnia delle donne, “Gli occhi delle donne” si evolve oggi in un format che intreccia critica letteraria e performance fisica e visiva, secondo l’estetica di BA17, nella quale scienza e arte si incontrano per offrire al pubblico esperienze culturali immersive e intense. La divulgazione passa così dalla bellezza, attraverso un linguaggio capace di coinvolgere più dimensioni della percezione e della conoscenza.

Quattro performer, un critico d’arte, un autore della grande letteratura italiana che racconta le donne o un’autrice contraddistinta da una significativa voce letteraria: sono gli elementi di un allestimento flessibile, pensato per adattarsi a luoghi e contesti differenti. Teatro, danza, recitazione e canto diventano strumenti per restituire centralità alle esperienze femminili, dando forma a storie, emozioni e vissuti che spesso faticano a trovare ascolto.

Gli occhi, cuore simbolico del progetto, rappresentano la voce e la storia delle donne. Anche quando le parole mancano o una donna non riesce a raccontare ciò che sta vivendo, lo sguardo può comunicare paura, dolore, ma anche il desiderio di essere vista e ascoltata. L’invito è a guardare oltre le apparenze, a riconoscere ciò che si nasconde dietro il silenzio e a non restare indifferenti. Lo sguardo diventa così una forma di denuncia e presa di coscienza: guardare significa riconoscere, comprendere e scegliere di non voltarsi dall’altra parte. Senza ridurre la donna al ruolo di vittima, il format intende valorizzarne la complessità, la voce e la capacità di essere protagonista della propria storia.

A ottobre, mese dedicato alla sensibilizzazione sul tema della salute mentale, particolarmente caro alla compagnia, BA17 prosegue il proprio impegno con “Il cuore ricorda”. Il progetto teatrale, in programma il 15 ottobre ad Aiello Calabro, è nato per avvicinare le nuove generazioni ai temi della salute mentale e delle demenze attraverso il linguaggio universale del teatro, della narrazione e della danza.

L’iniziativa, adatta a un pubblico preadolescente e adolescente, propone un percorso di sensibilizzazione calibrato sull’età e sulla sensibilità dei giovani spettatori. Argomenti complessi vengono affrontati con un linguaggio semplice, accessibile e privo di stereotipi, con l’obiettivo non soltanto di informare, ma soprattutto di educare all’ascolto, all’empatia e all’accoglienza. Superare paure, pregiudizi e luoghi comuni legati alla malattia mentale e alle demenze significa, infatti, contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole e capace di riconoscere il valore di ogni persona.

Il progetto si sviluppa attraverso l’incontro di differenti linguaggi artistici. I testi di Silvana Esposito costituiscono il cuore narrativo dell’esperienza, traducendo temi delicati in parole vicine al mondo dei più giovani. La narrazione dell’attrice Natascja Marrano accompagna gli spettatori all’interno della storia con sensibilità e partecipazione, favorendo un rapporto diretto e un ascolto attivo. Le coreografie di Giada Guzzo, ballerina dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, invece, completano la rappresentazione attraverso il movimento e l’espressività del corpo, trasformando emozioni e stati d’animo in immagini capaci di comunicare anche là dove le parole non arrivano.

Teatro, parola e danza si integrano così in un’esperienza che coinvolge la sfera emotiva e quella cognitiva, stimolando domande, riflessioni e occasioni di confronto. A concludere l’incontro sarà l’intervento della psicologa Carmela Guzzo, che contribuirà ad approfondire i temi affrontati e a favorire una maggiore comprensione delle questioni legate alla salute mentale e alle demenze.

Particolare attenzione è riservata al riconoscimento della persona oltre la malattia. Una condizione di fragilità cognitiva, infatti, non cancella una storia, le emozioni, i legami affettivi e l’identità di chi la attraversa. Aiutare i più giovani a comprenderlo significa promuovere una cultura della cura, della solidarietà e dell’inclusione, nella quale la diversità non diventi motivo di distanza, ma occasione di conoscenza e relazione.

Con “Gli occhi delle donne” e “Il cuore ricorda”, BA17 conferma dunque la propria volontà di mettere le arti performative al servizio della comunità, trasformando il palcoscenico in uno spazio di incontro e crescita. Due progetti che, attraverso linguaggi e prospettive differenti, condividono una stessa convinzione: l’arte può contribuire a rendere visibile ciò che troppo spesso resta ai margini, aprire nuove possibilità di dialogo e aiutare a guardare l’altro con maggiore consapevolezza. Perché educare alla salute mentale, riconoscere la voce delle donne e dare spazio alle fragilità, prima di tutto, significa educare al rispetto della persona, all’ascolto e alla capacità di riconoscere, anche nelle differenze, il valore profondamente umano che ci accomuna.

Info e prenotazioni sono disponibili sulle pagine social della Compagnia BA17.

Segui CalabriaOk