Cirò Marina, viola il divieto di avvicinamento e presenta un documento falso: arrestato 36enne

L’uomo avrebbe finto di recarsi in Spagna per motivi sanitari, ma i controlli dei Carabinieri avrebbero accertato che si trovava in Italia. Aggravata la misura cautelare, sequestrata una carta d’identità alterata

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 07:45
Cirò Marina, viola il divieto di avvicinamento e presenta un documento falso: arrestato 36enne - Foto: Redazione
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Cirò Marina - Avrebbe approfittato della temporanea disattivazione del braccialetto elettronico per spostarsi in Italia, in violazione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. E quando si è presentato in caserma per la notifica del nuovo provvedimento, avrebbe esibito una carta d’identità elettronica risultata alterata. Protagonista della vicenda è un uomo di 36 anni del posto, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Cirò Marina.

L’intervento è scattato nella serata del 14 ottobre, in esecuzione di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal Tribunale di Reggio Emilia.

Il trentaseienne era già sottoposto al divieto di avvicinamento all’ex coniuge, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Di recente, l’autorità giudiziaria gli aveva concesso l’autorizzazione a recarsi in Spagna per motivi sanitari, disponendo per questo periodo la temporanea disattivazione del dispositivo di controllo.

Le verifiche successive effettuate dai militari dell’Arma avrebbero però ricostruito una situazione diversa da quella autorizzata. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’uomo non sarebbe mai partito per la Spagna, ma si sarebbe recato nell’abitazione di un familiare in provincia di Mantova, contravvenendo alle disposizioni del giudice.

La circostanza è stata tempestivamente segnalata dai Carabinieri all’autorità giudiziaria, che ha disposto l’aggravamento della misura cautelare con gli arresti domiciliari.

La vicenda ha fatto registrare anche un secondo episodio durante le procedure di identificazione in caserma. In quella circostanza, il 36enne avrebbe consegnato ai militari una carta d’identità elettronica che, a seguito di un controllo visivo, è risultata palesemente alterata e priva del microchip. Il documento è stato sequestrato e l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per l’ipotesi di reato di falsità materiale commessa da privato.

Ultimate le formalità di rito e reinstallato il braccialetto elettronico, il 36enne è stato accompagnato presso la propria abitazione, dove dovrà scontare la misura degli arresti domiciliari.

Come precisato dai Carabinieri, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato resta valida la presunzione di non colpevolezza fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.

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