Cirò, il Bastione Cannone torna al centro della valorizzazione del patrimonio storico

Dal restauro alla futura fruizione: il convegno del Rotary Club Cirò rilancia il recupero della fortificazione e nuove prospettive tra cultura, turismo e identità del borgo

A cura di Redazione
06 ottobre 2026 18:00
Cirò, il Bastione Cannone torna al centro della valorizzazione del patrimonio storico - Foto: Uff. Stampa Rotary Club Cirò
Foto: Uff. Stampa Rotary Club Cirò
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Cirò - Il Bastione torna al centro dell’attenzione a Cirò, tra tutela del patrimonio storico, completamento degli interventi di restauro e nuove prospettive di valorizzazione. È stato questo il tema del convegno promosso dal Rotary Club Cirò, dedicato al recupero e alla futura fruizione del Bastione e della cinta muraria del borgo.

L’incontro, svoltosi venerdì 2 ottobre, ha riunito amministratori, tecnici, restauratori e rappresentanti del mondo culturale, offrendo l’occasione per ripercorrere la storia della fortificazione e analizzare gli interventi già realizzati, oltre alle possibili strategie per rendere il monumento maggiormente accessibile e fruibile.

Ad aprire i lavori è stata la presidente del Rotary Club Cirò, Rosa Caruso, che ha rivolto il saluto alle autorità rotariane e civili presenti. Al convegno hanno partecipato Pasquale Catalano, assistente del Governatore del Distretto 2102, Rocco De Rito, componente della Consulta del Governatore, il sindaco di Cirò Mario Sculco, il presidente provinciale Anaci Salvatore Terminelli e l’architetto Antonio Francesco Amodeo, presidente dell’Ordine degli Architetti di Crotone. Al tavolo dei relatori erano presenti l’architetto Pasquale Lopetrone, già funzionario architetto della Soprintendenza ABAP, l’architetto Vittoria Giardino e l’ingegnere Pasquale Varano.

Nel corso dell’incontro è stata ripercorsa la storia del Bastione Cannone, importante testimonianza del sistema difensivo del borgo, le cui origini risalgono tra Quattrocento e Cinquecento. Tra i riferimenti storici richiamati anche la figura di Andrea Carafa, inserita nelle vicende che hanno interessato il sistema fortificato del territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata agli interventi di restauro. L’architetto Vittoria Giardino ha illustrato le opere eseguite nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche del manufatto. Tra queste figurano la rimozione di superfetazioni e colate di cemento, la ricostruzione dei merli e l’impiego di materiali compatibili con quelli originari. Anche la nuova scala metallica è stata progettata come elemento contemporaneo sovrapposto alla struttura antica, in modo da mantenere riconoscibile la distinzione tra l’intervento moderno e la preesistenza storica.

L’ingegnere Pasquale Varano ha invece illustrato le diverse fasi operative, soffermandosi sulle attività di completamento, manutenzione e sistemazione degli spazi. Un percorso che, secondo quanto emerso durante il convegno, dovrà proseguire per garantire nel tempo la conservazione del monumento.

Il recupero del Bastione, tuttavia, non si esaurisce con il restauro. La sfida principale riguarda ora la sua restituzione alla comunità, attraverso una nuova funzione culturale, turistica e aggregativa. Su questo aspetto si è concentrato l’intervento dell’architetto Pasquale Lopetrone, che ha indicato alcune possibili direttrici per trasformare il monumento in un luogo vivo e capace di raccontare la storia del territorio.

Tra le ipotesi emerse anche la possibilità di approfondire, attraverso ulteriori ricerche e indagini archeologiche, il recupero del camminatoio coperto che collegava i due baluardi. Un intervento che potrebbe consentire di ricostruire in maniera più completa l’antico sistema difensivo di Cirò. È stata inoltre sottolineata l’importanza di proseguire nella liberazione degli spazi circostanti, così da rendere più leggibile il rapporto tra la cinta muraria, il Bastione e il tessuto storico del borgo.

La valorizzazione del patrimonio passa anche dalla capacità di collegare storia, cultura e promozione del territorio. Eventi, mostre, incontri e iniziative dedicate all’enologia e alle eccellenze locali potrebbero contribuire a trasformare il patrimonio storico in una risorsa concreta per la conoscenza e lo sviluppo turistico.

Nel corso del convegno sono state richiamate anche alcune esperienze maturate in altri centri calabresi, tra cui Santa Severina, la Torre di Melissa e Le Castella, esempi di come il recupero e la narrazione del patrimonio fortificato possano diventare strumenti di promozione dei borghi storici.

L’iniziativa del Rotary Club Cirò ha rappresentato quindi non soltanto un momento di riflessione sugli interventi già realizzati, ma anche un’occasione per delineare le prossime tappe. Tutela, manutenzione, completamento del recupero e maggiore accessibilità rappresentano i principali obiettivi indicati per il futuro.

Per raggiungerli sarà necessario proseguire nel coordinamento tra Amministrazione comunale, Soprintendenza, tecnici, imprese e realtà associative, affiancando agli interventi materiali un’attività costante di ricerca, documentazione e comunicazione.

Il Bastione Cannone può così assumere un ruolo rinnovato nel patrimonio di Cirò: non soltanto una testimonianza della storia del borgo, ma un luogo capace di raccontarne l’identità e, allo stesso tempo, di contribuire alle prospettive culturali e turistiche del territorio.

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