Chiamata Roma, appalto a rischio: lavoratori di Crotone pronti alla mobilitazione, posti a rischio

La SLC CGIL Calabria denuncia l’esito negativo del confronto sul bando “Chiama Roma”: 150 posti a Crotone a rischio, chiesto rispetto di CCNL e territorialità

A cura di Redazione
08 gennaio 2026 19:41
Chiamata Roma, appalto a rischio: lavoratori di Crotone pronti alla mobilitazione, posti a rischio -
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La vertenza sull’appalto del servizio di assistenza “Chiama Roma CRM/BPO 060606” entra in una fase decisiva e preoccupante. A lanciare l’allarme è la SLC CGIL Calabria, che annuncia lo stato di mobilitazione a difesa dei 150 lavoratori della sede di Crotone, occupati da anni sulla commessa.

La questione nasce dalla pubblicazione del bando di gara, che prevede l’applicazione di un CCNL diverso da quello delle Telecomunicazioni e, elemento ritenuto ancora più grave dal sindacato, l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo per le assunzioni effettuate nel comune di Roma, penalizzando di fatto il presidio occupazionale calabrese.

Fin dall’inizio la SLC CGIL Calabria ha attivato tutte le interlocuzioni istituzionali per chiedere la modifica delle clausole giudicate inaccettabili, avviando contestualmente lo stato di agitazione e le procedure di raffreddamento previste dalla legge. Tuttavia, dopo gli incontri con la Cooperativa aCapo, sia in sede aziendale sia presso la Prefettura di Crotone, le procedure si sono concluse con esito negativo.

Il prossimo 14 gennaio rappresenterà un passaggio cruciale: è previsto un incontro tra le Organizzazioni Sindacali e il Comune di Roma, richiesto unitariamente da CGIL, CISL e UIL, anche alla luce dello slittamento della scadenza del bando al 16 gennaio. L’obiettivo è spiegare le ragioni della vertenza e tutelare la continuità occupazionale e la qualità di un servizio che da anni viene garantito dalla sede di Crotone.

In assenza di risposte concrete, il rischio denunciato è quello di trasferimenti forzati oltre 600 chilometri, che per i lavoratori crotonesi si tradurrebbero, di fatto, in licenziamenti mascherati. Il sindacato ribadisce la necessità del rispetto delle regole negli appalti, dell’applicazione corretta dei CCNL e della clausola sociale, che deve garantire non solo il posto di lavoro ma anche il mantenimento della sede.

Dalle assemblee con le lavoratrici e i lavoratori è emersa una volontà chiara: andare avanti con la mobilitazione fino a quando il Comune di Roma non rivedrà le previsioni del bando, assicurando il principio di territorialità nel cambio di appalto.

«Non permetteremo che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone», ribadisce la Segreteria Regionale SLC CGIL Calabria, annunciando che la vertenza è tutt’altro che chiusa.

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