Sanità

"Che fine hanno fatto gli ambulatori dedicati alla fibromialgia"

La consigliera regionale Elisabetta Barbuto (M5S) ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata a Roberto Occhiuto

A cura di Redazione
25 ottobre 2026 13:00
"Che fine hanno fatto gli ambulatori dedicati alla fibromialgia" - Foto: Redazione
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Calabria - «Che fine hanno fatto gli ambulatori dedicati alla fibromialgia in Calabria? A che punto è l’attivazione del Registro regionale e del percorso di cura (PDTA) per le persone affette da questa patologia altamente invalidante? Ma soprattutto, che uso è stato fatto dei 160mila euro destinati alla nostra Regione dal Ministero della Salute fin dal 2022?».

A chiederlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Giunta regionale e assessore alla Sanità, Roberto Occhiuto, per fare piena luce sullo stato di attuazione della legge regionale n. 8 del 14 marzo 2024.

«Il Consiglio regionale ha approvato una legge importante per il riconoscimento sociale e l’assistenza alle persone affette da fibromialgia – evidenzia Barbuto –. Un testo su cui si è peraltro espressa di recente anche la Corte costituzionale con la sentenza n. 201/2024, confermando la piena validità delle tutele per i pazienti fibromialgici e richiamando le istituzioni all’utilizzo effettivo delle risorse disponibili».

Ambulatori, Registro regionale e percorso di cura: i ritardi da chiarire

«La legge regionale parla chiaro: prevede l’attivazione di ambulatori multidisciplinari dedicati, un Centro di coordinamento regionale, un Registro regionale per il monitoraggio dei dati e l’ascolto costante delle associazioni dei pazienti. Ad oggi, tuttavia, i cittadini calabresi continuano a scontare ritardi intollerabili e la mancanza di punti di riferimento certi e uniformi sul territorio per la diagnosi e la presa in carico».

La consigliera del M5S chiede quindi di conoscere lo stato di attuazione delle misure previste dalla normativa, con particolare riferimento ai servizi sanitari destinati alle persone affette da fibromialgia e alle modalità con cui la Regione intende garantirne l’assistenza.

Fondi statali per 160mila euro: «Serve trasparenza sull’utilizzo delle risorse»

Un punto centrale dell’atto ispettivo riguarda le risorse economiche assegnate a livello nazionale. «L’articolo 1 della legge 234/2021 e il successivo Decreto del Ministero della Salute dell’8 luglio 2022 – incalza Elisabetta Barbuto – hanno assegnato alla Calabria la somma di 160.034 euro, destinata allo studio, alla diagnosi e alla cura della patologia, a fronte dell’individuazione di centri specializzati. Abbiamo il dovere di sapere con assoluta trasparenza se queste somme siano state incassate, impegnate e spese, o se giacciono inutilizzate tra le pieghe del bilancio regionale per le solite lungaggini burocratiche».

«Non si può continuare a fare propaganda sui provvedimenti approvati in Aula se poi non seguono gli atti amministrativi e i servizi concreti per i malati e per le loro famiglie. Ho chiesto risposte dettagliate e trasparenti: la Giunta chiarisca le tempistiche e dica quali risorse umane e organizzative intenda mettere in campo per garantire ai pazienti fibromialgici calabresi il diritto alla salute e all’assistenza che meritano», conclude la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.

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