Centralina amianto al Gravina, Cittadini Liberi: dubbi tecnici
Monitoraggio a 300 metri dagli ex Mercati Generali, l’associazione chiede ispezioni tecniche e mappatura del degrado delle coperture in eternit
L’Associazione Cittadini Liberi interviene sull’avvio del monitoraggio delle fibre di amianto aerodisperse attraverso la centralina installata presso il Liceo “V. Gravina”, iniziativa comunicata da ARPACAL e dichiarata conforme al D.M. 6 settembre 1994. “Ogni attività di controllo ambientale rappresenta un fatto positivo”, premette l’associazione, che però invita a fare chiarezza sui presupposti tecnici e normativi previsti dalla legge per evitare interpretazioni parziali o fuorvianti.
Secondo quanto richiamato nel decreto ministeriale, la sola presenza di amianto non equivale automaticamente a rischio sanitario: “Il rischio dipende dallo stato di conservazione del materiale, dalla sua friabilità, dalla possibilità di danneggiamento e dai fattori che possono favorire la dispersione delle fibre”, sottolineano i rappresentanti di Cittadini Liberi. Il punto centrale riguarda proprio il ruolo del monitoraggio ambientale. “Il monitoraggio non può rappresentare, da solo, un criterio sufficiente per valutare il rilascio di fibre”, evidenziano, ricordando che la norma specifica come esso misuri esclusivamente la concentrazione al momento del campionamento, senza rilevare eventi episodici, senza fornire informazioni sul degrado progressivo del materiale e senza sostituire l’ispezione visiva e la valutazione tecnica delle coperture.
Nel caso degli ex Mercati Generali, i capannoni presentano coperture in eternit che l’associazione definisce in evidente stato di disfacimento, con fratture, sfaldamenti ed esposizione agli agenti atmosferici. La centralina risulta posizionata a circa 300 metri dalla fonte potenziale di rilascio. “Le fibre di amianto tendono a sedimentare relativamente vicino alla fonte e la dispersione dipende da vento, turbolenza, ostacoli edilizi e altezza delle coperture”, spiegano, evidenziando come una postazione a tale distanza possa non intercettare la nube primaria o misurare l’esposizione reale nelle immediate vicinanze.
L’associazione richiama inoltre un ulteriore passaggio del decreto: rilasci di elevata entità possono essere occasionali e di breve durata, quindi non necessariamente rilevati durante il campionamento. “Eventi come rotture, raffiche di vento, vibrazioni o cedimenti possono generare picchi improvvisi che una centralina con campionamento mediato potrebbe non intercettare”, avvertono, parlando del rischio di dati apparentemente rassicuranti ma non rappresentativi della situazione reale.
Alla luce del quadro normativo, Cittadini Liberi ritiene che una sola centralina collocata a distanza non possa essere considerata strumento sufficiente per la valutazione del rischio. “Il decreto impone una valutazione preventiva dello stato del materiale, con ispezioni dettagliate e mappatura del degrado, non una semplice misurazione ambientale distante dalla fonte”, ribadiscono.
Da qui la richiesta di una valutazione tecnica completa delle coperture dei capannoni degli ex Mercati Generali, con ispezioni approfondite, analisi dei fattori di danneggiamento e attivazione delle misure previste dalla normativa vigente. “La tutela della salute pubblica non può fondarsi su strumenti parziali. Serve un approccio integrato, conforme allo spirito e alla lettera della legge”, conclude l’associazione.