Catanzaro - Sicurezza hi-tech, 3 milioni in arrivo: sfida tra spesa e risultati
Vertice con il sottosegretario Wanda Ferro e 12 Comuni calabresi: fondi POC Legalità per la videosorveglianza, tra ritardi, controlli e nodi operativi da sciogliere
Non solo annunci e cifre, ma un passaggio operativo che mette sotto esame tempi, capacità di spesa e reale impatto sul territorio. Si è tenuto ieri mattina un incontro istituzionale promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno per fare il punto sui progetti di videosorveglianza urbana finanziati attraverso il POC “Legalità” 2014–2020.
Al tavolo, insieme al sottosegretario Wanda Ferro, i rappresentanti delle Prefetture di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia, oltre ai sindaci e ai tecnici dei dodici Comuni beneficiari: Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Serra San Bruno, Altomonte, Belvedere Marittimo, Cetraro, Paola, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Trebisacce e Ardore.
Sul tavolo un finanziamento complessivo di circa 3 milioni di euro destinato all’installazione e al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza urbana. La quota più consistente riguarda Catanzaro con oltre un milione di euro, mentre gli altri Comuni ricevono importi più contenuti ma comunque rilevanti per l’adeguamento delle infrastrutture tecnologiche.
Nel corso dell’incontro non si è parlato solo di risorse, ma soprattutto dello stato di avanzamento dei progetti. Un passaggio tutt’altro che formale: l’attenzione si è concentrata infatti su eventuali criticità, ritardi e difficoltà tecniche che potrebbero compromettere la realizzazione degli interventi o la corretta rendicontazione dei fondi.
“Gli interventi in materia di videosorveglianza urbana finanziati nell’ambito del POC Legalità si inseriscono nel quadro del protocollo sottoscritto a Catanzaro nel settembre 2024 e consentiranno di rafforzare il controllo del territorio e il supporto alle Forze di Polizia”, ha dichiarato il sottosegretario Wanda Ferro.
Al di là delle dichiarazioni, resta il tema centrale: quanto queste misure riusciranno realmente a incidere sui fenomeni di illegalità diffusa. La videosorveglianza rappresenta uno strumento, ma non una soluzione autonoma, soprattutto in contesti dove servono anche presidio umano, manutenzione degli impianti e gestione efficace dei dati raccolti.
L’incontro ha quindi avuto il valore di una verifica intermedia più che di una celebrazione, con l’obiettivo di evitare che i finanziamenti si trasformino in opere incomplete o sistemi poco utilizzati. Sullo sfondo, la necessità di coordinamento tra istituzioni e Comuni, chiamati non solo a installare telecamere, ma a garantire che funzionino davvero e producano effetti concreti.
A completare il quadro, ulteriori risorse – circa 1,35 milioni di euro – sono state stanziate dalla Regione Calabria per altri territori, segno di un investimento complessivo che però dovrà ora misurarsi con la fase più delicata: quella dell’attuazione.