Catanzaro, Performing costruisce un ponte tra Catanzaro e Salamanca

L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro rafforza la propria presenza sulla scena culturale internazionale

A cura di Redazione
19 febbraio 2026 20:00
Catanzaro, Performing costruisce un ponte tra Catanzaro e Salamanca - Foto: Uff. Stampa Performing
Foto: Uff. Stampa Performing
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Catanzaro - Si è concluso ieri, a Salamanca, il convegno internazionale “Pratiche della ricerca e dei modelli di produzione culturale”, due giornate di lavoro ospitate presso la Facoltà di Diritto della lcoale Università, fondata agli inizi del XIII secolo e oggi punto di riferimento per oltre 26 mila studenti, nel cuore della Spagna. Il confronto ha messo al centro metodologie e pratiche della ricerca artistica, a partire dal dialogo tra sistema italiano e sistema spagnolo, con particolare attenzione al ruolo delle istituzioni di alta formazione nella produzione culturale contemporanea.

Il convegno è stato promosso congiuntamente dall’Università di Salamanca – grazie al prof. Fernando Carbajo Cascón, titolare della cattedra di Derecho Mercantil – e dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, con il coordinamento del prof. Fabio Dell’Aversana, in una cornice che ha riunito giuristi, storici dell’arte, artisti e ricercatori.

La delegazione dell’Accademia di Catanzaro

Per l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro ha partecipato ai lavori un team interdisciplinare composto da docenti, ricercatori, personale amministrativo e dottorandi: Simona Caramia, Andrea Corsello, Giacomo Costa, Simona Gavioli, Tommaso Palaia, Alessandro Palmerino, Miriam Piccari, Fabiola Pietropaolo, Giada Pugliese, Rita Sparandeo. La delegazione ha presentato le linee di ricerca sviluppate dall’Accademia negli ultimi anni e, in particolare, i risultati di 18 mesi di lavoro di Performing Fest, piattaforma dedicata alle arti performative che ha trasformato Catanzaro in laboratorio internazionale aperto al dialogo tra artisti, cittadinanza e territorio.

Gli interventi hanno illustrato come la ricerca artistica, performativa e curatoriale promossa dall’Accademia si intrecci con l’innovazione didattica, la progettazione europea e la capacità di costruire reti con altre istituzioni AFAM e università, in Italia e all’estero. Particolare rilievo è stato dato alle pratiche site-specific e alle azioni che mettono in relazione corpo, spazio urbano e memoria collettiva, temi centrali del progetto Performing e delle sue residenze di ricerca.

L’anteprima di Performing Fest 2026

Nel corso del convegno è stato presentato in anteprima il programma di massima e il progetto di allestimento della seconda edizione di Performing Fest, in programma a Catanzaro dal 7 al 14 marzo, che confermerà la città come piattaforma di scambio tra arti performative, comunità e nuovi pubblici. Il festival, nato all’interno dell’Accademia e sostenuto da una rete di partner nazionali e internazionali, promuove pratiche di ricerca che spaziano dalla performance all’arte pubblica, dal teatro alle sperimentazioni digitali, con interventi diffusi nei luoghi simbolici del capoluogo calabrese.

In questa prospettiva, la presenza dell’Accademia di Catanzaro a Salamanca ha rappresentato anche l’occasione per costruire nuove collaborazioni accademiche, aprendo la strada a progetti condivisi di mobilità, cocuratela e studio dei processi di rigenerazione urbana attraverso l’arte contemporanea.

Ricerca, territori e rigenerazione dei luoghi

La partecipazione al convegno conferma la vocazione internazionale dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che attraverso Performing e i progetti collegati si configura come laboratorio permanente di ricerca sul rapporto tra pratiche artistiche, spazi pubblici e comunità. Le esperienze maturate a Catanzaro – dalle performance nei quartieri storici alle installazioni negli spazi non convenzionali della città – sono state portate a esempio di come l’arte possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla riattivazione di luoghi in disuso e alla costruzione di nuove narrazioni urbane condivise.

L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro consolida così il proprio ruolo di attore culturale strategico per la Calabria, capace di connettere formazione, ricerca e produzione artistica con le politiche di sviluppo del territorio, in un dialogo continuo con le principali realtà accademiche europee.


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