Catanzaro, nasce il Comitato per il "No" al referendum
Prende vita a Catanzaro il Comitato per l'opposizione al Referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario
Catanzaro - In provincia di Catanzaro prende forma il Comitato della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Il progetto nasce dal confronto tra associazioni, realtà civiche e sociali che condividono la volontà di difendere la Costituzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. L’incontro nella sede della CGIL Area Vasta ha segnato l’avvio ufficiale del percorso, con l’adesione di Anpi, Arci, Libera, Auser, Federconsumatori e del Comitato No Autonomia Differenziata, insieme a numerose altre realtà impegnate nella tutela dei diritti e della legalità.
Le ragioni della mobilitazione e la critica alla riforma Nordio
Il Comitato esprime forte preoccupazione per la scelta del Governo di fissare rapidamente la data del referendum, riducendo lo spazio per un confronto pubblico informato. Una decisione che arriva mentre la raccolta firme ha superato il mezzo milione di sottoscrizioni in poche settimane. Nel merito, il Comitato contesta la riforma Nordio, ritenuta incapace di affrontare i problemi reali della giustizia – come la durata dei processi e la carenza di risorse – e pericolosa per l’autonomia della magistratura. Tra i punti più critici vengono indicati la separazione delle carriere, la divisione del CSM e l’introduzione del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno.
Un appello alla partecipazione per difendere la Costituzione
Il Comitato della società civile per il NO annuncia una campagna diffusa sul territorio, fatta di assemblee, incontri pubblici e momenti di informazione per spiegare ai cittadini i contenuti della riforma e favorire una scelta consapevole. Le recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia, che prefigurano ulteriori interventi in caso di vittoria dei Sì, aumentano la preoccupazione per un possibile indebolimento del contrasto alla corruzione. Per i promotori, difendere la Costituzione significa tutelare la qualità della democrazia: per questo invitano tutte e tutti a mobilitarsi e sostenere il NO al referendum.