Catanzaro, inaugurazione Anno Giudiziario 2026: Strangis denuncia criticità e riforme della giustizia

«Serve potenziare uffici, stabilizzare magistrati e personale, i tagli rischiano di bloccare tutto»

A cura di Redazione
01 febbraio 2026 11:40
Catanzaro, inaugurazione Anno Giudiziario 2026: Strangis denuncia criticità e riforme della giustizia -
Condividi

Catanzaro - Durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026, il Giudice Giovanni Strangis, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati – Sezione di Catanzaro, ha portato il saluto dell’ANM distrettuale e ha affrontato le principali criticità del sistema giustizia, soffermandosi anche sulle riforme in corso.

«È indispensabile un concreto potenziamento delle piante organiche degli uffici giudiziari e strumenti efficaci per garantire maggiore stabilità ai magistrati», ha affermato Strangis, evidenziando come l’elevato turn-over incida negativamente sulla rapidità e sull’efficacia della risposta di giustizia. «Occorre inoltre un adeguato riconoscimento del lavoro del personale amministrativo e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Finora dal Ministero non sono arrivati impegni concreti».

Nonostante queste carenze, il Presidente ha sottolineato il forte impegno dei magistrati italiani nel raggiungimento degli obiettivi del PNRR, affrontando al contempo le sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. «Serve un maggiore sostegno istituzionale, sia in termini di strumenti affidabili e formazione adeguata, sia per garantire sicurezza e riservatezza dei dati», ha aggiunto.

Grande attenzione è stata dedicata all’emergenza carceraria: «Il sovraffollamento e l’aumento dei suicidi tra i detenuti rappresentano una ferita aperta che interpella la coscienza collettiva e richiede responsabilità da parte di tutte le Istituzioni».

Il Presidente ha espresso preoccupazione anche per i tagli al comparto giustizia previsti dall’ultima legge di bilancio, «che rischiano di vanificare ogni prospettiva di miglioramento strutturale». Critiche severe sono state rivolte alla riforma Nordio: «Non affronta i problemi reali della giustizia, aumenta la spesa pubblica e riduce gli standard democratici».

Netta la posizione sull’abolizione delle libere elezioni del CSM: «Il sorteggio recide il legame di responsabilità tra eletti ed elettori, indebolendo autonomia e indipendenza della magistratura. Favorisce una visione gerarchica e carrieristica e rischia di creare una giustizia “a doppia anima”: forte con i deboli e debole con i forti».

In chiusura, Strangis ha ribadito il sostegno convinto al NO al prossimo referendum, «in difesa della Costituzione, dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, presìdi irrinunciabili di uguaglianza e giustizia», sottolineando come questo impegno vada portato avanti «con coscienza e responsabilità, senza speranza e senza paura, nell’unico interesse che davvero conta: la Giustizia».

Segui CalabriaOk