Catanzaro - “CuoreMio” nelle scuole: educazione all’affettività per prevenire la violenza

Il consigliere Capellupo: progetto nelle medie per formare giovani consapevoli e contrastare bullismo e disagio

A cura di Redazione
26 marzo 2026 21:00
Catanzaro - “CuoreMio” nelle scuole: educazione all’affettività per prevenire la violenza - Foto: Uff. Stampa Comune di Catanzaro
Foto: Uff. Stampa Comune di Catanzaro
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Il progetto “CuoreMio” entra nelle scuole cittadine con l’obiettivo di promuovere l’educazione all’affettività e al rispetto tra i più giovani. A sottolinearne il valore è il consigliere comunale Vincenzo Capellupo, che esprime apprezzamento per la deliberazione della Giunta con cui è stato concesso il patrocinio all’iniziativa promossa dal Servizio per la Pastorale giovanile dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.

Capellupo evidenzia come si tratti di “una iniziativa di grande valore sociale ed educativo che va nella direzione giusta: accompagnare le nuove generazioni in un percorso di crescita consapevole, fondato sul rispetto reciproco, sull’educazione sentimentale e sulla prevenzione di ogni forma di violenza”.

Il progetto, rivolto in via sperimentale agli studenti delle classi terze di alcune scuole secondarie di primo grado della città, punta a fornire strumenti concreti per comprendere e vivere in modo sano le relazioni interpersonali, affrontando temi delicati come affettività, sessualità e rispetto dell’altro, con il supporto di operatori ed esperti qualificati.

“In un momento storico segnato da frequenti episodi di cronaca legati alla violenza, al bullismo e al disagio giovanile, iniziative come questa rappresentano una risposta concreta e necessaria”, sottolinea Capellupo, rimarcando l’importanza della prevenzione attraverso l’educazione.

“Non possiamo limitarci a intervenire dopo ma dobbiamo investire nella prevenzione, partendo proprio dall’educazione dei più giovani”, aggiunge il consigliere.

Il progetto “CuoreMio” punta anche a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, scuola, Chiesa, forze dell’ordine e realtà associative del territorio.

“Solo facendo rete possiamo costruire una comunità più consapevole e inclusiva. Il patrocinio del Comune non è solo un atto formale, ma un segnale chiaro di attenzione e responsabilità verso le nuove generazioni”, conclude Vincenzo Capellupo.

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