Catanzaro - “Chiedimi se sono felice”: studenti calabresi tra bullismo, cyberbullismo e resilienza

A Catanzaro la prima tappa del progetto dell’associazione “Il dono”, tra testimonianze, esperti e flash mob contro la violenza di genere

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 12:00
Catanzaro - “Chiedimi se sono felice”: studenti calabresi tra bullismo, cyberbullismo e resilienza -
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Catanzaro – Convivere con una disabilità e trasformarla in forza, superare il bullismo e il cyberbullismo, affrontare il trauma di una perdita familiare e diventare testimoni attivi contro la violenza di genere: sono alcune delle storie che hanno segnato la prima tappa ufficiale del progetto scolastico “Chiedimi se sono felice”, promosso dall’associazione “Il dono” e ospitato all’I.T.T.S. “E. Scalfaro” di Catanzaro.

Gli studenti hanno potuto approfondire tematiche centrali per la loro generazione grazie all’intervento di autorità civili e militari, professionisti e testimoni diretti. Dopo i saluti del dirigente scolastico Vito Sanzo, il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa ha illustrato dieci regole fondamentali per contrastare bullismo e cyberbullismo, evidenziando il ruolo chiave del rispetto reciproco e della genitorialità.

Il sostituto procuratore di Latina Luigia Spinelli ha spiegato come le azioni dei bulli possano configurare veri e propri reati, invitando le vittime a denunciare. Il giudice del Tribunale dei Minori di Catanzaro Rosanna Esposito ha affrontato il tema del revenge porn, sottolineando l’importanza dell’educazione digitale e della denuncia come strumenti di prevenzione. Il vice ispettore della Polizia di Stato Gregorio Rattà ha invece illustrato i rischi del web e il ruolo della Polizia Postale, mentre la psicoterapeuta Anna Fazzari ha aiutato gli studenti a comprendere l’importanza di reagire e parlare quando si subisce violenza.

Tra le testimonianze più intense, quella di Maila Ricca, sociologa e diversamente abile, e della madre Nila Ricciardi, che hanno raccontato come affrontare e denunciare il bullismo. Nadia Lauricella, influencer con una rara malformazione agli arti, ha condiviso la sua esperienza di cyberbullismo, trasformando i social in uno strumento di resilienza. Maria Elisabeth Rosanò, figlia di vittima di femminicidio, ha parlato del suo impegno a sostegno delle donne, mentre la scrittrice Celine Santini ha tracciato un parallelismo tra la filosofia del kintsugi e la trasformazione delle ferite in ricchezza personale.

Il progetto ha visto anche gli interventi della Segretaria Generale Uil Calabria Maria Elena Senese, della psicoterapeuta e poetessa Sofia Monterosso e del colonnello dell’esercito Calabria Andrea Moricca, con la moderazione della giornalista Tiziana Bagnato e la traduzione in LIS dell’interprete Giuseppina Giordano. Il corpo di ballo della Sismo di Lamezia Terme ha animato l’incontro con un flash mob contro la violenza di genere.

“Chiedimi se sono felice”, fortemente voluto dal presidente dell’associazione Alfonso Toscano, coinvolge diecimila studenti calabresi e nasce da una rete di partnership con Polizia di Stato, Asp di Catanzaro, Prefettura e Questura.

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