Catanzaro, Bosco: «Dal CSV Calabria Centro una spinta fondamentale per l’amministrazione condivisa»

Il presidente del Consiglio comunale sottolinea il ruolo del CSV Calabria Centro nel rapporto tra istituzioni e Terzo Settore: «I Patti di collaborazione rappresentano un cambio di paradigma»

A cura di Redazione
03 ottobre 2026 16:00
Catanzaro, Bosco: «Dal CSV Calabria Centro una spinta fondamentale per l’amministrazione condivisa» - Foto Uff. Stampa Comune di Catanzaro
Foto Uff. Stampa Comune di Catanzaro
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CATANZARO – Rafforzare il rapporto tra istituzioni e Terzo Settore, favorendo strumenti di partecipazione e cura condivisa degli spazi pubblici. È il tema al centro dell’incontro promosso a Catanzaro dal CSV Calabria Centro, al quale hanno preso parte anche il sindaco Nicola Fiorita e il presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco.

Bosco ha sottolineato il ruolo del Centro di Servizio per il Volontariato nel costruire un collegamento stabile tra amministrazione pubblica e mondo associativo.

«Desidero esprimere un vivo ringraziamento al CSV Calabria Centro e a tutta la rete del volontariato per l'impegno costante e per la capacità di stimolare un confronto aperto e costruttivo – ha dichiarato Bosco –. È proprio grazie a momenti di partecipazione come questo che si rafforza l’alleanza tra ente pubblico e mondo associativo, una sinergia essenziale che trova continuità anche nelle progettualità legate alla co-programmazione del PN Metro Plus».

I Patti di collaborazione

Al centro dell’azione dell’amministrazione ci sono i Patti di collaborazione, individuati come strumento per rendere concreta l’amministrazione condivisa dei beni comuni.

«L’adozione del Regolamento segna un effettivo cambio di paradigma nei rapporti tra Comune e comunità – ha evidenziato il presidente del Consiglio comunale –. Il passaggio dalla semplice richiesta di contributi o concessioni alla coprogettazione rappresenta una scelta politica precisa: integrare le risorse pubbliche con le competenze e l’energia delle realtà locali, superando ogni frammentazione».

Secondo Bosco, alcune esperienze già avviate sul territorio mostrano le possibili ricadute di questo modello.

Tra queste vengono citati Il Giardino degli Angeli, la riapertura e restituzione alla cittadinanza del Parco Li Comuni, la gestione partecipata del PalaLedda nel quartiere Corvo e i progetti dedicati al Bike Park.

«Dimostrano che la cura dei beni comuni è un’esperienza virtuosa – ha concluso Bosco –. Non parliamo di concetti astratti, ma di azioni capaci di rigenerare gli spazi sociali, prevenire il degrado e rafforzare il senso di appartenenza della nostra comunità».

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