Castelsilano protagonista del Master Pegaso/Medea
Presentato il progetto per rilanciare borghi e aree interne
Castelsilano - Castelsilano è stato al centro della giornata conclusiva del Master di II livello "Management dei beni culturali, dei borghi e delle aree interne", ospitando un appuntamento dedicato alla progettazione e alle strategie di sviluppo per i piccoli comuni.
Il borgo crotonese si è trasformato in un laboratorio di idee e visioni per il futuro delle aree interne, con la presentazione del Business Case "Castelsilano, la Terrazza Generativa – L'Arca che salva un paese", un progetto nato attorno all'opera d'arte dell'artista Giovanni Girimonte, considerata il punto di partenza per una nuova narrazione culturale e territoriale.
Il project work è stato realizzato da un gruppo di corsisti composto da Rossella De Vuono, Davide Lo Giudice, Anna Levato, Sara De Vuono, Maria Grazia Brisinda, Maria Luisa Lopetrone e Silvia Bruni, che hanno elaborato un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione delle risorse locali.
L'idea alla base del progetto è quella di costruire un "borgo generativo", capace di mettere in rete l'Arca di Girimonte, i circa 70 murales presenti sul territorio, i saperi artigiani e il paesaggio della cosiddetta "Terrazza", creando un unico percorso culturale e identitario.
La proposta si sviluppa attraverso il sistema del "Museo Girimonte", concepito non soltanto come uno spazio espositivo, ma come un modello di valorizzazione dell'intero territorio. Un progetto che punta sul ruolo delle cooperative di comunità come motore culturale, economico e sociale per contrastare lo spopolamento e favorire nuove opportunità.
Tra gli elementi previsti dal modello figurano la realizzazione della Casa dell'artista nel borgo, un sistema di ospitalità diffusa negli immobili recuperati, la creazione di residenze artistiche e spazi dedicati ai nomadi digitali, oltre a una cooperativa di comunità chiamata a coordinare e sviluppare le diverse esperienze.
Il piano di attuazione prevede una roadmap triennale articolata in tre fasi: una prima fase di avvio, dedicata alle verifiche, alla costruzione della rete culturale e al recupero dei beni; una seconda fase di attivazione, con l'apertura dell'Arca, l'accoglienza diffusa e la realizzazione di eventi e festival; infine una fase a regime, con il museo pienamente operativo e una crescita progressiva delle entrate proprie.
Secondo quanto emerso durante l'incontro, la ripartenza delle aree interne passa dalla capacità di costruire progetti credibili, condivisi e sostenuti nel tempo, attraverso una collaborazione stabile tra comunità e istituzioni.