Case popolari, Marcellinara alza la voce: «Prima le famiglie dei nostri Comuni»
Il sindaco Vittorio Scerbo contesta il progetto legato al superamento del campo Rom di Scordovillo: «No a decisioni calate dall’alto, serve un confronto con i territori»
MARCELLINARA (CZ) – No a decisioni già prese e poi sottoposte ai Comuni per una semplice presa d’atto. È la posizione espressa dal sindaco di Marcellinara, Vittorio Scerbo, al termine del Comitato tecnico convocato dall’ATERP Calabria sul progetto legato al superamento del campo Rom di Scordovillo, a Lamezia Terme.
All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di Maida e Decollatura. I tre primi cittadini hanno manifestato la propria contrarietà alle modalità con cui, secondo quanto riferito da Scerbo, il progetto sarebbe stato portato avanti. Il nodo riguarda in particolare l’ipotesi di utilizzare alloggi di edilizia residenziale pubblica presenti nei Comuni del territorio nell’ambito della soluzione dell’emergenza abitativa collegata a Scordovillo.
Per il sindaco di Marcellinara, il problema non riguarda soltanto il merito della proposta, ma soprattutto il metodo. «È impensabile – sostiene Scerbo – chiedere ai Sindaci di condividere un progetto che viene sostanzialmente presentato quando le scelte sono già state impostate», senza un confronto preventivo con le amministrazioni e con i territori direttamente interessati.
«Prima bisogna riqualificare il patrimonio esistente»
La priorità indicata dal primo cittadino è innanzitutto quella di intervenire sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica già esistente. Dopo anni di difficoltà e di mancata manutenzione, secondo Scerbo, occorrerebbe partire dalla riqualificazione strutturale degli alloggi e dalle esigenze delle famiglie dei Comuni che da tempo vivono situazioni di disagio abitativo.
Il sindaco chiede inoltre maggiore chiarezza sulle competenze e sulle responsabilità di ATERP, enti e beneficiari, così come sulla gestione e manutenzione degli immobili e sulle situazioni rimaste irrisolte nel tempo.
La preoccupazione è che il patrimonio abitativo disponibile nei Comuni possa essere utilizzato per affrontare un'emergenza nata altrove, finendo per mettere in secondo piano le necessità delle comunità che quegli alloggi già attendono.
«Marcellinara non è contraria alla solidarietà»
Scerbo precisa però che la posizione dell'amministrazione non nasce da una contrarietà alla solidarietà istituzionale. Il punto, piuttosto, è che una questione così delicata dovrebbe essere affrontata attraverso una programmazione condivisa, evitando che alcuni territori diventino la destinazione obbligata per risolvere problemi maturati altrove.
«Marcellinara non è contraria alla solidarietà. È contraria all’improvvisazione, alle decisioni calate dall’alto», ribadisce il sindaco, chiedendo che i Comuni siano coinvolti prima delle decisioni e possano incidere concretamente sulle scelte.
La linea dell'amministrazione resta quindi quella di mettere innanzitutto ordine nel patrimonio ATERP, definire competenze e responsabilità e dare risposte al disagio abitativo già presente nei territori. Solo successivamente, secondo Scerbo, sarà possibile costruire insieme ai sindaci le soluzioni per affrontare le altre emergenze.
Una posizione netta, riassunta nella conclusione del primo cittadino: la solidarietà istituzionale deve essere costruita attraverso la condivisione e regole chiare, non imposta ai territori.