CAS Sant’Anna, la denuncia degli ospiti: “Condizioni disumane e diritti negati”

Nel centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto segnalati degrado, mancati pagamenti e assenza di sicurezza: appello alla stampa per verifiche urgenti

A cura di Redazione
17 marzo 2026 08:00
CAS Sant’Anna, la denuncia degli ospiti: “Condizioni disumane e diritti negati” -
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Arriva da un gruppo di ospiti del centro di accoglienza straordinaria di Sant’Anna, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, una dura denuncia su quella che viene definita una situazione ormai “insostenibile e fuori controllo” all’interno della struttura.

Secondo quanto riferito, le condizioni igieniche sarebbero gravemente compromesse. I bagni, descritti come “devastati”, sarebbero privi di porte e verserebbero in uno stato sanitario giudicato “pietoso”, con evidenti criticità che inciderebbero sulla quotidianità degli ospiti.

Non meno preoccupante, sempre secondo la segnalazione, il tema della sicurezza. Le serrature delle stanze risulterebbero rotte e questo renderebbe impossibile proteggere i propri effetti personali. Gli ospiti parlano apertamente di furti quotidiani e di una totale assenza di tutela.

Al centro delle accuse anche la gestione economica. Il cosiddetto “pocket money”, il sussidio previsto per gli ospiti dei centri, non verrebbe erogato da circa cinque mesi. L’ultima somma ricevuta, spiegano, risalirebbe a crediti maturati a settembre 2025 e corrisposti solo recentemente. Una situazione che alimenta interrogativi sulla destinazione dei fondi previsti.

A tutto questo si aggiungerebbe, sempre secondo i denuncianti, un clima di forte disagio umano. Gli ospiti parlano di trattamento degradante e di mancanza di rispetto della dignità personale, sostenendo di non sentirsi tutelati ma piuttosto abbandonati.

Da qui l’appello alla stampa e alle istituzioni affinché venga fatta luce su quella che definiscono “una zona d’ombra dei diritti umani”. Gli ospiti chiedono verifiche dirette all’interno della struttura e la possibilità di far emergere la loro voce, sottolineando anche il timore di eventuali ritorsioni.

Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dei gestori del centro o delle autorità competenti.

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