Caro carburante, presidio a oltranza a Campotenese. Pappaterra: «È una battaglia di tutti»
Autotrasportatori e agricoltori restano sul posto in attesa dell’incontro con il ministro Salvini, previsto a Milano. Il sindaco di Mormanno al fianco dei manifestanti: «Servono risposte strutturali, non bastano misure tampone»
Mormanno - Prosegue a oltranza il presidio degli autotrasportatori e degli agricoltori a Campotenese, nel territorio di Mormanno. I manifestanti resteranno sul posto fino a domani sera, in attesa dell’incontro previsto a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in programma alle 15. La mobilitazione va avanti in modo pacifico, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete sul caro carburante e sui costi che stanno mettendo in difficoltà il settore dei trasporti, della logistica e dell’agricoltura.
Al presidio sono presenti anche alcuni sindaci del comprensorio, che hanno scelto di sostenere le richieste dei lavoratori e degli operatori economici. Tra loro il sindaco di Mormanno, Paolo Pappaterra, che ha ribadito la necessità di affrontare l’emergenza con interventi capaci di incidere in maniera duratura sui costi delle attività produttive.
«È una battaglia di tutti, non soltanto degli agricoltori e degli autotrasportatori, ma di tutti i cittadini italiani, in particolare di quelli del Mezzogiorno e della Calabria», ha sottolineato Pappaterra, richiamando l’attenzione sulle conseguenze che il rincaro dei carburanti produce sull’intero sistema economico.
Il sindaco ha espresso apprezzamento per le iniziative già avviate dalla Regione Calabria, evidenziando però che gli interventi attuali non possono rappresentare una soluzione definitiva. «Sono state messe in campo alcune azioni sicuramente importanti, che apprezziamo, ma che non possono dare risposte strutturali. In questo momento abbiamo bisogno di altro», ha dichiarato.
Al centro della protesta ci sono la richiesta di tariffe dignitose per chi lavora nel trasporto, la sostenibilità dei costi di produzione per le aziende agricole e la necessità di riportare i prezzi di benzina e gasolio su livelli più accessibili. Una questione che riguarda anche le famiglie, costrette a sostenere spese sempre più elevate per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola o effettuare visite mediche.
«Abbiamo bisogno che i trasportatori, gli agricoltori e i cittadini normali, che vanno a fare gasolio e benzina la mattina per andare al lavoro, per una visita medica o per accompagnare i figli a scuola, abbiano la possibilità di fare rifornimento a un prezzo normale, come accade in ogni parte d’Europa», ha affermato Pappaterra.
La presenza degli amministratori locali al presidio punta a rafforzare il dialogo con le istituzioni e a portare la vertenza all’attenzione del Governo nazionale. Per il sindaco di Mormanno, infatti, il problema non può essere considerato una questione limitata a singole categorie professionali, perché l’aumento dei costi del carburante rischia di ripercuotersi sull’intero tessuto produttivo e sociale del territorio.
L’attesa è ora rivolta all’incontro con il ministro Salvini, dal quale i manifestanti si aspettano risposte concrete. L’obiettivo è superare la logica degli interventi temporanei e individuare misure in grado di restituire condizioni economiche sostenibili a chi lavora e produce.
«Speriamo che si possa trovare una soluzione, ma deve essere una soluzione strutturale», ha ribadito Pappaterra, indicando la necessità di riportare il prezzo del carburante sotto la soglia di 1,90 euro al litro.
Il primo cittadino ha inoltre confermato la volontà di continuare a sostenere la mobilitazione anche nei prossimi giorni, qualora non dovessero arrivare risposte adeguate alle richieste avanzate.
«Bisogna permettere a queste persone di lavorare con dignità e di portare a casa un pezzo di pane, senza che il loro lavoro venga svalutato», ha aggiunto, ribadendo la vicinanza agli autotrasportatori e agli agricoltori impegnati nella protesta.
Il presidio di Campotenese proseguirà dunque in attesa degli sviluppi del confronto istituzionale. La richiesta dei manifestanti resta quella di interventi strutturali sul caro carburante, capaci di tutelare il lavoro, sostenere le imprese e impedire che il peso dei rincari continui a ricadere su lavoratori e famiglie.