Caraffa senz’acqua, imprese al collasso: l’accusa di Confartigianato

Allarme nell’area industriale: “Servizi assenti e istituzioni silenti”

A cura di Redazione
29 aprile 2026 19:00
Caraffa senz’acqua, imprese al collasso: l’accusa di Confartigianato - Foto Uff. Stampa Confartigianato Imprese Catanzaro
Foto Uff. Stampa Confartigianato Imprese Catanzaro
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Catanzaro – Un’area produttiva lasciata senza servizi essenziali e senza interlocutori. È un atto d’accusa durissimo quello lanciato da Confartigianato Imprese Catanzaro per la situazione nella zona industriale di Caraffa di Catanzaro, dopo l’ennesimo nulla di fatto emerso dalla conferenza dei servizi convocata dal Comune.

Un incontro che avrebbe dovuto affrontare l’emergenza idrica, ma che si è rivelato sostanzialmente deserto. Assenti i principali soggetti coinvolti – gestore idrico, società di distribuzione e compagnie telefoniche – lasciando imprese e territorio senza risposte concrete.

Nel frattempo, la situazione si aggrava: da quattro-cinque giorni aziende e lavoratori sono di nuovo senz’acqua, con ripercussioni che non riguardano più solo la produttività, ma anche le condizioni igienico-sanitarie.

«La realtà che le imprese stanno vivendo è ormai insostenibile. Non siamo di fronte a disservizi occasionali, ma a un sistema che non funziona più. Mancanza di acqua, problemi elettrici, disservizi nella telefonia e nella connessione: tutto questo sta paralizzando l’attività produttiva», denunciano William D’Iuorno e Gennaro Condorelli.

L’attacco si sposta poi sul piano politico e istituzionale: «Una conferenza dei servizi disertata dai soggetti chiamati a risolvere i problemi dimostra che non esiste alcuna reale volontà di intervenire. Le imprese sono state lasciate sole».

Nel mirino anche le scelte strutturali: «Si pagano decisioni del passato. Un’area industriale di questa importanza non può essere gestita da un piccolo Comune che non ha né le risorse né gli strumenti per affrontare un’emergenza di questa portata».

Il quadro che emerge è quello di una crisi ormai cronica, che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto produttivo. «Queste condizioni stanno compromettendo la capacità delle aziende di lavorare, rispettare le commesse e restare competitive. Così si scoraggiano gli investimenti e si mette a rischio l’occupazione».

Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: «Non servono più tavoli tecnici o riunioni inconcludenti. Serve un intervento urgente, coordinato e concreto da parte di tutti gli enti competenti. L’acqua, l’energia, le comunicazioni sono servizi essenziali: non possono essere un optional».

«Faremo tutto il necessario per portare questa situazione all’attenzione pubblica e istituzionale. Non è più tollerabile che una delle principali aree produttive del territorio venga lasciata senza servizi e senza risposte», concludono.

Una denuncia che si trasforma in un appello forte: restituire efficienza e dignità a un’area che, senza interventi immediati, rischia di perdere definitivamente il proprio ruolo strategico nello sviluppo economico del territorio

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