Caraffa di Catanzaro celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre

Qui, il patrimonio culturale dell’Arbëria è tornato a vivere con orgoglio, attraverso suoni, storie e canti che hanno evocato la memoria collettiva della comunità

A cura di Redazione
02 marzo 2026 17:00
Caraffa di Catanzaro celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre - Foto: Redazione
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Caraffa di Catanzaro - Il Museo di Civiltà Contadina di Caraffa di Catanzaro si è trasformato in un palcoscenico di cultura e tradizione in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre. Qui, il patrimonio culturale dell’Arbëria è tornato a vivere con orgoglio, attraverso suoni, storie e canti che hanno evocato la memoria collettiva della comunità.

L'incontro

L'iniziativa, fortemente voluta dal Presidente del Consiglio Comunale con delega alla Cultura, Serena Notaro, si è svolta nell’ambito del progetto “FAI – Ponte tra culture”. La ricorrenza è stata l’occasione per ribadire che la tutela di una lingua minoritaria non è un atto nostalgico, ma un impegno di grande valore verso le future generazioni, un atto d'amore che si traduce nella preservazione di un'identità unica. Il Museo ha ospitato un'esperienza sensoriale e antropologica, dove la lingua arbëreshë ha preso vita, sottraendosi alla staticità dei libri per tornare a vibrare nell'aria, con le sue parole che raccontano leggende, poesie, canti popolari e ninne nanne.

Questi suoni hanno raccontato la storia di una comunità, rafforzando quel legame profondo tra le generazioni che trova nella memoria affettiva la sua radice più intima. Il Vicesindaco Luigi Ciambrone ha portato i saluti del Sindaco Antonio Sciumbata e dell’intera Amministrazione Comunale, sottolineando che la difesa della lingua arbëreshë non è solo la conservazione di una tradizione, ma un investimento concreto per il futuro. "Custodire la lingua significa custodire l’identità", ha affermato Ciambrone, "rafforzare il senso di appartenenza e garantire alle nuove generazioni la consapevolezza delle proprie radici." In un'epoca segnata dalla globalizzazione, mantenere viva la lingua arbëreshë diventa un atto di resistenza culturale. La trasmissione orale delle tradizioni non è solo un ricordo, ma un modo per preservare il legame con la propria anima e contrastare l'omologazione del presente.

L’importanza dell’iniziativa è stata ulteriormente evidenziata dalla presenza di personalità istituzionali e culturali di rilievo, come Teresa Gualtieri, Presidente del Club per l’UNESCO di Catanzaro, e la delegazione FAI, guidata da Gloria Samà e Claudio Carrollo, che hanno sottolineato il valore universale della lingua e della cultura arbëreshë. Gli esperti Albana Alia e Luigi Gregorio Comi, insieme alle docenti Assunta Scerbo, Teresa Gualtieri e Angela Cristofaro, hanno dato un contributo fondamentale, portando la cultura arbëreshë anche tra i banchi di scuola. Il momento culminante della giornata ha visto protagonisti gli studenti del plesso di Caraffa, che, vestiti con i costumi tradizionali, insieme a Cosimo De Santo e Maria Arcuri, hanno rappresentato il passaggio del testimone culturale. La collaborazione della Pro-Loco e dell’associazione culturale “Rrenjet Arbëreshe” ha reso possibile un evento che ha ricordato a tutti che, finché ci sarà una voce pronta a narrare e un cuore pronto ad ascoltare, nessuna radice andrà perduta. La memoria, infatti, non è un peso da portare, ma la linfa che permette di volare, senza mai perdere la strada di casa.

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