Capo Colonna invasa dalla plastica, l’allarme del Circolo Ibis

Dopo il ciclone spiaggia coperta di rifiuti: l’associazione chiede interventi urgenti e un piano strutturale di manutenzione del litorale

A cura di Redazione
03 marzo 2026 12:42
Capo Colonna invasa dalla plastica, l’allarme del Circolo Ibis - Foto: US Circolo Ibis
Foto: US Circolo Ibis
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Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV interviene con fermezza sulla situazione che sta interessando la spiaggia della chiesetta di Capo Colonna, dove, dopo l’ultimo ciclone che ha colpito il litorale crotonese, si è accumulata una quantità considerevole di plastica e rifiuti trasportati dal mare.

L’arenile si presenta in condizioni critiche: oltre al danno paesaggistico, si registra un impatto diretto sull’ecosistema costiero e sulla fauna marina, in un’area di altissimo valore ambientale, storico e simbolico per la città di Crotone. Un tratto di costa che, specie nei mesi primaverili ed estivi, rappresenta uno dei punti di riferimento per residenti e visitatori.

Come associazione attiva da 45 anni nella tutela ambientale, il Circolo pone una domanda chiara: quale ente è formalmente competente per la pulizia straordinaria in questi casi? Tra competenze comunali, demaniali e regionali – sottolineano – ai cittadini non è chiaro chi debba intervenire. Nel frattempo, la plastica resta sulla spiaggia.

L’associazione evidenzia inoltre come le istituzioni locali siano impegnate nella promozione di eventi e iniziative per attrarre turismo, ricordando però che la valorizzazione del territorio non può prescindere dalla cura concreta e continuativa delle aree naturali. La qualità ambientale, rimarcano, rappresenta un’infrastruttura strategica per lo sviluppo turistico, non un elemento accessorio.

Il Circolo chiarisce anche il proprio ruolo: monitorare il territorio, segnalare criticità, avanzare proposte e promuovere sensibilizzazione civica. Non dispone di capitoli di bilancio, non gestisce appalti e non ha poteri esecutivi. Negli ultimi giorni, riferiscono, sono arrivate numerose telefonate di cittadini che chiedono un intervento diretto di pulizia, come se l’associazione fosse un servizio di nettezza urbana gratuito. Una richiesta comprensibile nella preoccupazione, ma che – spiegano – non può sostituire responsabilità amministrative e utilizzo di risorse pubbliche.

Per decenni il Circolo ha organizzato giornate di pulizia delle spiagge, con un valore educativo e simbolico, non per sostituirsi agli enti preposti ma per stimolare programmi strutturali e permanenti di manutenzione. Dopo 45 anni di attività, ribadiscono, la gestione ordinaria e straordinaria del litorale non può continuare a essere affidata esclusivamente alla buona volontà del volontariato.

Il presidente del Circolo, Girolamo Parretta, interviene sottolineando che non è più sostenibile agire come supplenti delle istituzioni e che le giornate di pulizia promosse in passato avevano l’obiettivo di sensibilizzare e sollecitare una programmazione stabile. Se si vuole parlare seriamente di turismo e sviluppo, aggiunge, la priorità deve essere la tutela ambientale: una spiaggia sommersa dalla plastica non è solo un problema estetico, ma il segnale evidente di una carenza di pianificazione. La protezione del patrimonio naturale, conclude, non può dipendere esclusivamente dal volontariato.

Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV chiede dunque un intervento tempestivo di rimozione dei rifiuti e la predisposizione di un piano continuativo di manutenzione e prevenzione, affinché situazioni analoghe non si ripetano ciclicamente. La tutela dell’ambiente, ribadisce l’associazione, è una responsabilità pubblica e una condizione imprescindibile per il futuro del territorio.

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