Cantieri in crisi in Calabria, Ance lancia l’allarme su acciaio e bitume
Il presidente Roberto Rugna chiede interventi urgenti al Governo: rincari e carenza di materiali mettono a rischio lavorazioni e occupazione
Catanzaro - Acciaio e bitume difficili da reperire, forniture incerte e costi sempre più pesanti per le imprese. Nei cantieri calabresi cresce la preoccupazione per una situazione che rischia di rallentare le lavorazioni e mettere sotto pressione l’intero comparto delle costruzioni. A lanciare l’allarme è Ance Calabria, che chiede al Governo misure straordinarie per sostenere le aziende e salvaguardare i posti di lavoro.
A descrivere le difficoltà è Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, presidente del Consiglio delle Regioni e vicepresidente nazionale di Ance. Secondo quanto riferito dall’associazione, ai rincari delle materie prime si stanno aggiungendo problemi concreti di approvvigionamento, soprattutto per materiali indispensabili come acciaio e bitume.
Una combinazione che rende sempre più complicata la gestione dei cantieri. Le imprese devono programmare le attività senza certezze sui prezzi, sui tempi di consegna e sulla disponibilità dei prodotti necessari per portare avanti gli interventi.
«Le imprese sono allo stremo», afferma Rugna, sottolineando come non si tratti più soltanto di affrontare materiali sempre più costosi, ma anche di riuscire a reperirli e farli arrivare nei cantieri.
Tra le criticità segnalate figurano la difficoltà di trovare materie prime di origine petrolifera, il rischio di dinamiche speculative e l’incertezza che ostacola la pianificazione degli investimenti. Per alcune aziende, la ricerca di forniture all’estero è diventata una necessità per tentare di garantire la continuità delle attività, ma questa soluzione comporta ulteriori spese e non elimina i problemi legati alla disponibilità dei materiali.
Rugna richiama anche il confronto avuto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al quale il settore guardava con fiducia. Secondo il presidente di Ance Calabria, dall’incontro non sarebbero arrivate le risposte ritenute necessarie per affrontare le difficoltà che stanno interessando il comparto, con conseguenze particolarmente rilevanti per il Mezzogiorno.
La richiesta di misure straordinarie
L’associazione sollecita un confronto urgente con il Governo e le istituzioni competenti, chiedendo di verificare le difficoltà di approvvigionamento e di monitorare l’andamento dei prezzi, anche per contrastare eventuali fenomeni speculativi.
Tra le proposte avanzate figurano strumenti straordinari di sostegno economico, ristori commisurati alle difficoltà effettivamente sostenute dalle imprese e il ricorso ad ammortizzatori sociali adeguati, compresa la cassa integrazione, nei casi in cui la mancanza di materiali renda inevitabile la sospensione delle attività.
L’obiettivo è evitare che le difficoltà attuali si traducano in un blocco più esteso dei cantieri, con ripercussioni sulle aziende, sui lavoratori e sull’indotto. Dietro ogni intervento ci sono infatti dipendenti, fornitori, impegni contrattuali e investimenti che richiedono condizioni minime di stabilità per poter essere rispettati.
Per Ance Calabria, la questione riguarda anche la capacità del territorio di portare avanti le opere programmate e garantire continuità occupazionale. Da qui l’appello di Rugna affinché alle richieste del settore seguano decisioni concrete e tempi certi.
«Il Mezzogiorno ha bisogno di cantieri che possano procedere, di imprese nelle condizioni di investire e di lavoratori tutelati», è il messaggio del presidente, che conferma la disponibilità al dialogo ma chiede risposte rapide per evitare che la crisi delle forniture comprometta ulteriormente il comparto delle costruzioni.