Calcio a 5 - Impresa compiuta! La Futsal Kroton rimane in serie C
La super cavalcata dei ragazzi di mister De Santis finisce nel migliore dei modi: salvezza conquistata. Ora si pensa al futuro
Crotone - Il miracolo è avvenuto. La Futsal Kroton vince la finale playout contro Casali del Manco e festeggia la permanenza in serie C insieme ai tifosi che hanno vluto seguire la squadra. Crederci, a metà stagione, sembrava quasi impossibile, poi invece, la determinazione del presidente Gianfranco Caristo, l'arrivo di mister Nino De Santis in panchina, la tenacia degli atleti che ci hanno creduto fino alla fine.
Un entusiasmo crescente
«Era una strada in salita, ripida, difficilissima. Ormai era tutto scritto, ci davano già per retrocessi. I ragazzi avevano perso identità, autostima, non c’era unione, non c’era gruppo, non si respirava l’ambiente di una squadra», ha dichiarato mister De Santis dopo la vittoria salvezza. Il tecnico ha poi spiegato come, nel giro di poche settimane, la situazione sia cambiata radicalmente: «I ragazzi si sono fatti coinvolgere dal mio entusiasmo. Dal primo giorno ho detto loro che ero qui perché credevo possibile questa salvezza. Mi avevano preso per pazzo, invece ci siamo riusciti tutti insieme».
Parole di ringraziamento anche per il presidente Gianfranco Caristo: «Mi ha dato grande tranquillità in questi tre mesi di lavoro, trasmettendomi passione e fiducia». De Santis ha sottolineato la forza mentale della squadra, capace di ribaltare ogni pronostico: «Siamo stati bravi a cambiare completamente il nostro destino, a superare tutto quello che sembrava già scritto. Abbiamo creduto nella salvezza fino all’ultimo istante. A cinque minuti dalla fine dell’ultima partita eravamo retrocessi, poi è successo quello che speravamo e siamo arrivati ai playout».
Da lì, la convinzione di potersela giocare fino in fondo: «Quando ci siamo trovati ai playout ho detto ai ragazzi: povera la squadra che incontrerà noi. Avevamo fame, voglia di salvarci e di dimostrare che non eravamo una squadra da retrocessione. Lo abbiamo fatto sul campo».
Una squadra unita
Il tecnico ha elogiato anche le qualità del gruppo: «Questi ragazzi possono tranquillamente giocare in categorie superiori. Forse il mio merito è stato quello di creare una vera squadra. Prima della partita ho chiesto loro un ultimo abbraccio, perché rappresentava l’unione, il simbolo di ciò che non eravamo prima e di quello che siamo diventati».
Infine uno sguardo al futuro, lasciando aperta ogni possibilità: «Adesso è giusto riposarsi e festeggiare. Inizialmente avevo pensato di fermarmi per motivi personali, ma non si sa mai. Questo gruppo, se guidato bene, può fare categorie ancora più importanti. Sono ragazzi fenomenali, con grandi qualità. Abbiamo scritto il lieto fine di una storia che sembrava destinata a finire male».
V.R.