Borgia - Centro Oikos, dal libro di Ponte una riflessione sul benvivere e la dignità umana
A Roccelletta di Borgia confronto tra studiosi e operatori sociali per rilanciare dignità umana, cura e partecipazione
Si è svolto sabato 13 giugno, nella cornice del Centro Oikos di Roccelletta di Borgia, il pomeriggio di studio e approfondimento dal titolo “La cassetta degli attrezzi del benvivere: idee per la salute sociale e le relazioni di cura”, promosso dal Centro per lo sviluppo umano integrale “Oikos” e dall’associazione Afrodite, in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, l’Istituto universitario Don Giorgio Pratesi, affiliato alla Pontificia Università Salesiana di Roma, la Cappellania Universitaria dell’Arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace e il Progetto Policoro.
L’iniziativa ha preso spunto dal volume “21 idee per stare bene. Verso un’agenda politico-culturale” (Santelli, 2024), curato da Gennaro Ponte, dottorando di ricerca presso l’Università della Calabria. A coordinare i lavori è stata Elisa Chiriano, conduttrice di Radio Ciak Catanzaro.
Dopo i saluti istituzionali di Umberto Fedele, rappresentante dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Roberta Critelli dell’associazione Afrodite, Rosa Fiore dell’Istituto Pratesi e Sebastian Ciancio, segretario del Servizio di Pastorale Universitaria, il confronto è entrato nel vivo con gli interventi dei relatori.
Ad accogliere i partecipanti è stata Ilaria Bisantis, coordinatrice del Centro Oikos, che ha evidenziato la missione della struttura. “Il nostro è un Centro per lo sviluppo umano integrale. Oikos mira ad essere una comunità di scopo volta a ricercare e custodire uno sviluppo caratterizzato dalla consapevolezza di abitare tutti la Casa Comune, l’Oikos di Dio, affidata alla nostra responsabilità condivisa. Crediamo che, per perseguire uno sviluppo sostenibile per il nostro pianeta e per l’Umanità che lo abita, si debba partire dalla cura del benessere integrale delle persone. Sono i singoli e le comunità il lievito necessario per innescare quei processi di cambiamento di cui il mondo ha bisogno, partendo dal basso”.
La riflessione sul volume è stata affidata a Francesco Lo Giudice, coautore del libro, e a Luigi Mariano Guzzo, professore associato di Diritto e Religione all’Università di Pisa.
Lo Giudice ha approfondito il tema della sussidiarietà alla luce della Costituzione italiana, sottolineando il ruolo degli enti locali. “Solidarietà e sussidiarietà sono i capisaldi del nostro architrave istituzionale e richiamano all’impegno e al contributo che ciascuno di noi deve offrire per realizzare il bene comune”.
Per Guzzo, invece, il mondo accademico deve mantenere un dialogo costante con la società. Il docente ha evidenziato l’approccio interdisciplinare della ricerca di Ponte, osservando come “al centro del suo libro l’autore pone il riferimento alla persona umana, offrendo una lettura orizzontale dei rapporti sociali in alternativa alla logica del sistema capitalistico che vorrebbe ridurre tutto a criteri economici, perdendo di vista anche la componente spirituale”.
Tra i temi emersi durante il dibattito, anche quello dell’empatia, indicata come valore fondamentale per chi opera nel sociale. Un concetto richiamato da Filippo Capellupo, presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco Italiane, e ripreso dallo stesso Ponte.
“Non sono un acchiappanuvole e neppure un teorico – ha affermato Gennaro Ponte –. Sono convinto che l’agenda politico-culturale, a cui ho pensato per riabilitare la politica e le istituzioni, sia suscettibile di nuove aperture e ampliamenti. Non perché la società cambi rapidamente, ma perché a diventare temporanee sono le priorità, i tumulti e gli approdi ai quali il volume si presta a dare voce”.
L’autore ha quindi spiegato come il progetto editoriale possa rappresentare uno strumento per interpretare il tessuto sociale e favorire processi di cambiamento dal basso. “La mia opera, o meglio l’idea che sono riuscito a strutturare in essa, può essere presentata come una chiave per capire cosa si muove nel tessuto sociale, come elemento in grado di innescare un cambiamento che parta dal basso, dal sistema di credenze, dal modo in cui intendiamo i nostri corpi, i nostri diritti e la nostra azione”.
A chiudere l’incontro è stato Francesco Costa, presidente di Oikos APS, che ha ribadito l’urgenza di una riflessione politico-sociale capace di interpretare il presente. “Occorre rimettere al centro il valore della dignità umana, ripartendo dalla dottrina sociale della Chiesa che oggi trova nell’enciclica di Leone XIV una fondamentale attualizzazione ai tempi dell’intelligenza artificiale”.