Bonifica SIN Crotone bloccata dai rifiuti radioattivi TENORM, AVS Calabria denuncia: “Commissario assente, Eni senza freni”
L’associazione chiede interventi immediati per tutela del territorio e diritto alla salute dei cittadini
CROTONE – Lo stop quasi totale ai cantieri di bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone ha suscitato forte preoccupazione tra cittadini e associazioni ambientaliste. A denunciarlo è AVS Calabria, che sottolinea come il blocco sia stato provocato dal presunto rinvenimento di rifiuti radioattivi TENORM nella discarica a mare ex Pertusola, un’area di circa 50 mq e 1,8 m di profondità mai rilevata nelle caratterizzazioni effettuate nel 2014 e nel 2017.
Secondo quanto riportato dall’associazione, Eni Rewind ha fermato tutte le operazioni l’8 gennaio, a sette mesi dall’avvio dei lavori del 16 giugno 2025, notificando al Ministero dell’Ambiente e alla Prefettura misure di messa in sicurezza e analisi chimico-radiometriche. Tuttavia, non esistono impianti idonei in Italia o all’estero per lo smaltimento dei materiali, rendendo la gestione dei rifiuti un problema urgente e complesso.
AVS Calabria punta il dito contro la gestione unilaterale di Eni Rewind e l’assenza di un Commissario Straordinario, figura prevista dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 9, nata dalla storica sentenza del Tribunale di Milano del 28 febbraio 2012, che condannò Eni a risarcire i danni ambientali inferti al territorio crotonese. “Sono trascorsi oltre sei mesi di silenzio assordante – afferma Maria Pia Funaro, responsabile politiche ambientali della Segreteria regionale S.I. – mentre il sito continua a emettere rischi diffusi, oggi aggravati dai TENORM. Senza Commissario, Eni Rewind gestisce ritardi, rischi e inquinanti cronici come diossine, metalli pesanti e idrocarburi, esponendo i crotonesi a tumori, malformazioni e mesoteliomi”.
L’associazione denuncia anche la mancata attivazione del Registro Tumori calabrese, strumento fondamentale per la sorveglianza epidemiologica e il monitoraggio delle patologie oncologiche correlate ai fattori ambientali. “Solo con dati certi, scientifici e validati – sottolinea Funaro – si può quantificare la reale incidenza dei tumori nel crotonese, dove gli studi SENTIERI rilevano eccessi di mortalità per le principali neoplasie, tumori polmonari, mammari, renali ed epatici, e un picco di tumori pediatrici e giovanili legati a contaminanti come cadmio, piombo, arsenico e amianto”. Dal 2006, il Registro ha catalogato oltre 8.000 casi di tumori maligni nella provincia, con rischi superiori alla media nazionale.
Il Registro Tumori, istituito con la Legge Regionale n. 2 del 2016 e modificato con la L.R. n. 9 del 2024, è stato riconosciuto legittimo dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 32 del 20 marzo 2025, che impone alla Giunta Regionale e al Commissario ad acta di relazionare annualmente al Consiglio Regionale sullo stato del Registro e sui dati epidemiologici. Nonostante ciò, ad oggi, non risultano notizie sul ripristino e potenziamento del personale qualificato per raccolta dati e monitoraggio in tempo reale.
AVS Calabria chiede quindi interventi urgenti da parte di Governo nazionale, Regione Calabria e Prefettura: la nomina immediata di un Commissario con competenze tecniche per sbloccare la bonifica, la gestione trasparente dei TENORM e un Registro Tumori operativo sono diritti inalienabili dei cittadini. L’associazione annuncia che vigilerà senza tregua affinché tali misure siano finalmente adottate.