Bonifica di Crotone e allarme Tenorm, Pedace incalza: “Chiarezza sui dati e sui controlli. I cittadini hanno diritto alla verità”

Il consigliere comunale di ConSenso chiede fonti certificate, il coinvolgimento degli enti competenti e mette in guardia dal rischio di strumentalizzazioni: “La bonifica non diventi propaganda elettorale”

A cura di Redazione
19 gennaio 2026 13:15
Bonifica di Crotone e allarme Tenorm, Pedace incalza: “Chiarezza sui dati e sui controlli. I cittadini hanno diritto alla verità” -
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La vicenda della bonifica di Crotone torna al centro del dibattito pubblico e politico, alimentata nelle ultime settimane da una ridda di notizie sulla presunta presenza di Tenorm, che sta generando forte preoccupazione tra i cittadini. Un clima di incertezza sul quale interviene il consigliere comunale Enrico Pedace, che chiede rigore, trasparenza e responsabilità istituzionale.

«Quando si parla di radioattività e salute pubblica – sottolinea Pedace – non ci si può affidare a voci o comunicazioni parziali. È indispensabile sapere chi ha effettuato le misurazioni, quando sono state fatte, con quali criteri e quali valori siano stati registrati. Senza dati certificati si rischia solo di alimentare allarmismi».

Il consigliere rivendica il metodo seguito in passato, «lontano dalla facile propaganda», ricordando come, prima di qualsiasi uscita pubblica, abbia richiesto accesso agli atti ad Arpacal, «l’ente deputato alle misurazioni e alla vigilanza ambientale». «Arpacal – spiega – rispose con una relazione ufficiale e completa sulla presenza di Tenorm e fosforite nel Sin di Crotone, chiarendo che alcune aree erano già note sin dal 2020, come il parcheggio ex Sasol e la rotonda di via Fermi».

Da qui le domande che Pedace rivolge oggi alle istituzioni e ai soggetti coinvolti. «In questa fase è stato seguito lo stesso iter? Le autorità competenti sono state realmente coinvolte oppure rischiamo di assistere a una gestione autoreferenziale della vicenda?», chiede, chiamando in causa direttamente Eni: «Non vorrei che qualcuno se la cantasse e se la suonasse per evitare di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».

L’attenzione si sposta poi sullo stato dei lavori. «A che punto è il cantiere del fronte mare?», domanda il consigliere, sollecitando chiarimenti sulla tutela dei lavoratori: «Lo Spisal è presente o è stato presente per garantire la sicurezza e la salute di chi opera nel cantiere?». E aggiunge: «Trattandosi di possibili profili di radioattività, oltre ad Arpacal, sono stati coinvolti anche i Vigili del Fuoco? E qual è la posizione dell’autorità prefettizia?».

Pedace non nasconde il timore che dietro l’allarme possano celarsi altri obiettivi. «Non vorrei – afferma – che ci trovassimo di fronte a iniziative che mirano esclusivamente a bloccare la bonifica e il conferimento dei rifiuti fuori dal territorio crotonese e calabrese. Sarebbe un danno enorme per la città».

Il richiamo finale è politico ma netto: «Crotone ha bisogno di chiarezza e trasparenza, non di comportamenti ambigui che oscillano tra fondamentalismo ambientalista e sottovalutazione dei problemi reali, primo fra tutti quello dell’omessa bonifica». E avverte: «Con l’avvicinarsi delle elezioni, la bonifica non può diventare ancora una volta tema da campagna elettorale. Questa storia l’abbiamo già vista e, come sempre, a pagare sono stati solo i cittadini».

Un appello, quello del consigliere di ConSenso, che chiede risposte puntuali e istituzionali su una delle partite più delicate per il futuro di Crotone.

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