BioSmurra, la Calabria che ritorna alla terra: imprenditoria femminile e agricoltura etica
Le sorelle Marina e Cristiana Smurra trasformano la Valle del Colagnati in un modello virtuoso di sostenibilità, responsabilità sociale e innovazione agricola, tra radicamento territoriale e valorizzazione delle risorse locali
Corigliano-Rossano - Imprenditoria femminile, ritorno alla terra, agricoltura etica, responsabilità sociale, sostenibilità economica, attenzione al territorio. Sono, queste, le coordinate che continuano a guidare l’esperienza Biosmurra, modello virtuoso ultraventennale che continua a camminare con determinazione sulle gambe delle sorelle Marina e Cristiana Smurra, protagoniste di una storia capace di raccontare una Calabria ed una Sibaritide diversa, autentica e possibile e di rappresentare un esempio concreto di come la piccola agricoltura possa diventare motore di sviluppo sostenibile, laboratorio di innovazione sociale e racconto positivo di un territorio che, attraverso le sue energie migliori, continua a seminare opportunità.
SERVONO VISIONE, RADICAMENTO TERRITORIALE E SANA INCOSCIENZA
A loro sono dedicati due speciali approfondimenti sui media regionali, TGR Calabria e Avvenire di Calabria e nazionali, Fondazione Bellisario, che confermano l’attenzione su un percorso imprenditoriale fatto di visione e radicamento territoriale.
L’INVITO DI SMURRA: VEDERE POSSIBILITÀ DOVE ALTRI VEDONO OSTACOLI
Non cercate approvazioni esterne – è il messaggio che lancia alle donne l’imprenditrice Cristiana Smurra, produttrice del succo di clementine di sola frutta senza zuccheri aggiunti - ma costruite realtà che siano lo specchio dei vostri valori. La Calabria ha un disperato bisogno di sguardi femminili, di mani che sappiano accarezzare la terra e di menti che sappiano progettare il futuro senza dimenticare le radici. Siate incoscienti se serve, perché a volte è proprio quella follia a permetterci di vedere possibilità dove gli altri vedono solo ostacoli.
RITORNO ALLA TERRA COME ATTO POLITICO E CULTURALE
Dopo gli studi fuori regione, Marina e Cristiana hanno scelto di tornare nella loro terra d’origine, Corigliano-Rossano, per dare nuova vita all’azienda di famiglia nella Valle del Colagnati. Si tratta di una decisione che si è tradotta in un vero e proprio atto politico e culturale: alle logiche del profitto a ogni costo si è preferito mettere al centro la tutela dell’ambiente, la dignità del lavoro e la qualità delle relazioni.
AGRICOLTURA ETICA CUORE DELLE ATTIVITÀ BIOSMURRA
Il passaggio all’agricoltura biologica, avvenuto oltre vent’anni fa, ha segnato una svolta netta: meno quantità, prodotti esteticamente imperfetti, ma un valore umano e ambientale incomparabile. Una scelta che, forse, ha escluso BioSmurra dai circuiti della grande distribuzione, ma ha aperto la strada a un modello basato sul rapporto diretto con i consumatori, attraverso i Gruppi di Acquisto Solidale e reti come Filiera Futura. Al centro dell’esperienza BioSmurra c’è un’agricoltura etica che rifiuta lo sfruttamento e si pone come presidio di legalità. Nei campi non si utilizzano pesticidi da oltre vent’anni, si tutela la biodiversità e si garantisce lavoro continuativo e regolarmente retribuito. Non solo impresa, ma anche responsabilità sociale. BioSmurra collabora con realtà del territorio come l’Associazione Don Bosco, sostenendo in modo silenzioso ma efficace le fasce più fragili. Un modo di fare impresa che coniuga sostenibilità economica e attenzione alla comunità.