Biogena e il magnesio: perché la forma conta più del numero sull'etichetta
Spesso la questione non è quanto magnesio c'è nella confezione, ma la forma chimica con cui arriva alle cellule.
Pubbliredazionale - Il magnesio partecipa a più di seicento reazioni enzimatiche nell'organismo. Interviene nella funzione muscolare e nervosa, sostiene il metabolismo energetico e incide perfino sulla qualità del riposo.
Non sorprende, quindi, che sugli scaffali di ogni farmacia di Crotone e provincia si trovino decine di integratori apparentemente identici. A prima vista anche i prezzi si somigliano. In realtà, da un barattolo all'altro, le differenze sono notevoli.
Spesso la questione non è quanto magnesio c'è nella confezione, ma la forma chimica con cui arriva alle cellule. Due prodotti con gli stessi milligrammi possono comportarsi in modo del tutto diverso.
La differenza è scritta in etichetta, in una voce che quasi nessuno legge fino in fondo. Vale quindi la pena capire come orientarsi, anche solo per non pagare un prodotto che il corpo utilizza a malapena.
Perché il numero in mg non basta
Sulle confezioni campeggia quasi sempre il contenuto elementare, cioè i milligrammi di magnesio puro per capsula. È un dato reale, ma racconta solo metà della storia.
Prima di diventare utile, infatti, quel magnesio deve sciogliersi, essere assorbito dall'intestino e arrivare dove serve. Se la forma chimica è poco solubile, buona parte del contenuto attraversa l'organismo senza mai raggiungere le cellule.
È il caso tipico dell'ossido di magnesio, la forma più economica in circolazione. Contiene moltissimo magnesio elementare, e questo permette di stampare numeri importanti sul fronte del barattolo. La biodisponibilità, però, è modesta: le stime si fermano intorno al 4 per cento.
Non è una truffa né un errore del produttore, ma semplice chimica. Ed è per questo che due integratori allo stesso prezzo possono valere cose molto diverse.
Le forme a confronto
Le alternative più serie sono soprattutto tre: citrato, bisglicinato e complessi multisalino. Il citrato è legato a un acido organico. Si scioglie bene, offre un assorbimento discreto ed è in genere ben tollerato.
Il bisglicinato è invece chelato con l'amminoacido glicina. È particolarmente adatto agli stomaci sensibili, garantisce un assorbimento più regolare e riduce gli effetti lassativi che a volte accompagnano le forme più economiche.
Chi vuole scegliere con cognizione di causa trova nelle formulazioni di magnesio di alta qualità firmate BIOGENA soluzioni ben differenziate, pensate per esigenze diverse. Due prodotti, in particolare, mostrano bene come la forma chimica cambi l'uso.
Il Magnesio 7 Sali completo riunisce in un'unica formula sette composti puri, tra cui malato, bisglicinato, citrato e glicerofosfato di magnesio. L'idea è semplice: combinando fonti diverse, il magnesio viene assorbito attraverso più vie, invece di dipendere da una sola forma.
Si assume una capsula due volte al giorno ed è pensato come supporto quotidiano per chi ha un fabbisogno più alto: chi fa sport, chi attraversa periodi di stress, le donne in gravidanza o in allattamento. Il magnesio contribuisce infatti al normale funzionamento di muscoli e sistema nervoso, alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento e al mantenimento di ossa e denti normali.
Il Magnesio Bisglicinato 125 punta invece sulla delicatezza. Contiene una sola forma, il bisglicinato, in cui il magnesio è legato alla glicina. Questa struttura chelata è particolarmente ben tollerata ed è quindi una scelta frequente per chi è sensibile al magnesio o ha avuto disturbi con altri integratori.
Ogni capsula offre un dosaggio modulare, che permette di calibrare l’assunzione giorno per giorno in base al proprio fabbisogno. Secondo i dati riportati dall’azienda, la tollerabilità raggiunge il 97 per cento. Anche questa formula contribuisce al normale funzionamento dei muscoli e del sistema nervoso, al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza.
I due prodotti condividono lo stesso standard. Le capsule sono vegetali (Vcaps® Plus), le formule vegane, senza glutine né lattosio e prive di coloranti, aromi artificiali, biossido di titanio e OGM. Entrambi sono inoltre registrati in Italia: un dettaglio che conta quando si valuta l'affidabilità di un produttore.
La novità: il magnesio L-treonato
Da qualche anno si parla anche di una forma più recente, il magnesio L-treonato. È stato studiato in modo specifico per attraversare la barriera ematoencefalica e concentrarsi nel tessuto nervoso.
La materia prima di riferimento è Magtein®, un ingrediente brevettato e prodotto secondo standard controllati. Attorno a questa molecola si stanno accumulando studi interessanti, e proprio su Magtein® si basa il Magnesio L-Treonato Magtein®.
Le ricerche finora disponibili riportano miglioramenti misurabili delle funzioni cognitive. Nei gruppi trattati i punteggi di memoria sono saliti in media di +8,4 punti, contro circa +5,6 punti nei gruppi di confronto.
Sono risultati ottenuti con protocolli specifici, non promesse valide per chiunque. Spiegano però perché questa forma stia suscitando tanto interesse, anche fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori.
Come si riconosce un magnesio di qualità
Al di là della forma chimica, ci sono segnali concreti che dicono molto su un integratore. Il primo è la purezza: le sostanze attive dovrebbero arrivare senza eccipienti superflui, come lo stearato di magnesio. Facilita la produzione industriale, ma non aggiunge nulla per chi lo assume. Nel Magnesio Bisglicinato 125 di BIOGENA, per esempio, è espressamente escluso.
Il secondo segnale è l'analisi di ogni singolo lotto. È il controllo di laboratorio che certifica che cosa contiene davvero la capsula che si ha in mano.
Poi c'è la filiera produttiva, che in questo campo pesa più di quanto si pensi. BIOGENA, per esempio, produce internamente a Salisburgo, nel proprio BIOGENA Good Health World. Così può seguire l'intera catena: dalla selezione delle materie prime al confezionamento finale.
Ne deriva una tracciabilità difficile da garantire quando i principi attivi vengono acquistati sul mercato anonimo. Presi uno per uno sembrano dettagli. Messi insieme, cambiano il prodotto finito.
Quale forma per quale esigenza
A questo punto la scelta diventa più semplice:
• Supporto quotidiano generale: i complessi multisalino, che sfruttano più vie di assorbimento.
• Stomaco delicato: il bisglicinato.
• Buon compromesso: il citrato, spesso apprezzato anche per il prezzo.
• Sfera cognitiva: l'L-treonato, quando l'interesse va oltre il benessere muscolare.
Fermarsi ai milligrammi in etichetta, invece, serve a poco: è l'informazione meno eloquente della confezione. Molto più utile è la lista degli ingredienti, soprattutto se messa a confronto tra due o tre prodotti. Il magnesio giusto, alla fine, è quello che l'organismo riesce davvero a utilizzare.