Bilinguismo e sviluppo, Crotone guardi al modello economico di Bolzano
La nota dell’associazione Amici del tedesco di Loris Rossetto: «Conoscere più lingue può ampliare i mercati e favorire turismo ed economia»
CROTONE – Bolzano è la provincia più ricca d’Italia. Perché, allora, non provare a prendere spunto anche dal suo modello linguistico? È la riflessione contenuta in una nota dell’associazione Amici del tedesco, presieduta da Loris Rossetto, che invita a considerare la conoscenza delle lingue straniere non soltanto come un valore culturale, ma anche come uno strumento concreto per favorire lo sviluppo dell’economia crotonese.
«Cosa significa bilinguismo? Parlare almeno due lingue», sottolinea l’associazione. E proprio da questo concetto parte l’analisi proposta nella nota.
L’esempio è quello di un albergo o di un’azienda che comunichi esclusivamente in italiano. In questo caso, il proprio bacino di riferimento resta inevitabilmente più limitato. Se, invece, il personale è in grado di parlare bene anche una seconda lingua, si ampliano le possibilità di entrare in contatto con nuovi clienti e nuovi mercati.
Particolare attenzione viene rivolta al tedesco. «La Germania è il primo partner commerciale dell’Italia – evidenzia l’associazione – mentre un ruolo importante lo giocano anche Austria e Svizzera, nazioni dove si parla il tedesco». Complessivamente, si tratta di un mercato di circa 110 milioni di abitanti.
«Parlare la lingua di tre nazioni – prosegue la nota – significa aumentare il proprio bacino di utenza».
Secondo Amici del tedesco, proprio l’esperienza dell’Alto Adige dimostra quanto la conoscenza delle lingue possa integrarsi con il tessuto economico. Nella provincia di Bolzano, l’economia è fortemente legata all’export e al turismo e il bilinguismo italiano-tedesco è ampiamente diffuso nel mondo del lavoro. In molte aziende, inoltre, il personale conosce anche una terza lingua, soprattutto l’inglese.
L’associazione richiama quindi anche i dati recentemente diffusi da Adusbef sui risparmi. La provincia di Crotone, secondo la classifica citata nella nota, si trova agli ultimi posti con una media di circa 9.000 euro di risparmi pro capite, mentre Bolzano è al primo posto con una media superiore ai 30.000 euro per persona.
«In pratica – osserva l’associazione – nella provincia dove tutti parlano italiano e tedesco, i risparmi sono letteralmente triplicati rispetto a quelli degli abitanti di Crotone».
Un confronto che, precisa la nota, non può naturalmente essere ricondotto soltanto al fattore linguistico. Bolzano può contare infatti su numerosi altri elementi che contribuiscono alla sua forza economica: infrastrutture, collegamenti, autonomia, organizzazione dei servizi, export e capacità di attrazione turistica.
Il bilinguismo, però, può rappresentare una delle opportunità da valorizzare anche a Crotone.
«Un albergo o un’azienda del Crotonese con personale che parla tedesco – sostiene Amici del tedesco – ha maggiori possibilità di avviare contatti con clienti tedeschi, svizzeri e austriaci».
La prospettiva, tuttavia, non si limita alla lingua tedesca. L’associazione invita infatti a rafforzare la conoscenza di inglese, spagnolo, francese, portoghese e delle altre principali lingue straniere.
Per Loris Rossetto e l’associazione Amici del tedesco, dunque, investire sulla formazione linguistica significa anche investire sulla capacità del territorio di dialogare con il resto d’Europa e del mondo.
«Rimbocchiamoci le maniche e approfondiamo la conoscenza delle lingue straniere», è l’appello conclusivo della nota.
Per Crotone, in una fase nella quale si discute continuamente di turismo, occupazione e sviluppo economico, la conoscenza delle lingue può diventare uno strumento in più per trasformare il territorio da semplice destinazione a realtà capace di dialogare direttamente con nuovi mercati e nuovi visitatori.