Autonomia differenziata, Catanzaro Punto di Svolta: «No in ogni sua versione»

Il movimento coordinato da Francesco Pitaro critica le intese con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria e lancia un appello ai parlamentari del Sud per difendere i diritti dei cittadini meridionali

A cura di Redazione
14 ottobre 2026 13:00
Autonomia differenziata, Catanzaro Punto di Svolta: «No in ogni sua versione» - Foto Uff. Stampa Catanzaro Punto di svolta
Foto Uff. Stampa Catanzaro Punto di svolta
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CATANZARO - «No all'autonomia differenziata in ogni sua versione». È la posizione espressa dal movimento Catanzaro Punto di Svolta, coordinato da Francesco Pitaro, dopo l'approvazione da parte del Governo delle intese definitive per ulteriori forme di autonomia regionale riguardanti Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

Secondo il movimento, il percorso avviato rischia di riportare al centro del dibattito una riforma già contestata sul piano costituzionale. «Occorre stare attenti, specie in questa fase di estrema confusione, perché Lega e soci non hanno rinunciato al tentativo di far rientrare dalla finestra la legge “monstre” sull'autonomia regionale differenziata cacciata dalla porta dalla Corte costituzionale», si legge nella nota.

Per Catanzaro Punto di Svolta, le nuove intese confermerebbero un orientamento del centrodestra «nettamente contrario agli interessi del Mezzogiorno e dell'unità del Paese».

La preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità che il Parlamento intervenga nuovamente sulla materia. Il movimento richiama, a questo proposito, il rischio di iniziative che possano aggirare i principi costituzionali e considera fondato il timore di un possibile colpo di mano sull'autonomia differenziata.

Da qui l'appello rivolto ai parlamentari meridionali, chiamati a opporsi a provvedimenti che, secondo il movimento, potrebbero aggravare le disuguaglianze già esistenti.

«Non svendere i diritti essenziali dei cittadini meridionali e fermare questo grave vulnus che rischia di acuire i già gravi divari Nord-Sud, territoriali, di genere e generazionali»: è questo il messaggio rivolto ai rappresentanti del Sud.

La nota si conclude con un invito a superare le divisioni politiche per difendere l'unità nazionale e promuovere un confronto condiviso. Su questioni che incidono sulla qualità della democrazia e sulla vita quotidiana dei cittadini, sostiene il movimento, occorre unire le forze attorno alle ragioni di un meridionalismo riformista, fondato sull'unità sostanziale dell'Italia.

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