Associazione Rurale Calabrese: «Senza acqua non c’è futuro per l’agricoltura»

Il presidente Vincenzo Barbatano interviene su una situazione che mette sotto pressione aziende agricole e allevamenti

A cura di Redazione
30 luglio 2026 17:00
Associazione Rurale Calabrese: «Senza acqua non c’è futuro per l’agricoltura» - Foto: Vincenzo Barbatano
Foto: Vincenzo Barbatano
Condividi

Crotone - L’agricoltura calabrese guarda al futuro, ma prima deve mettere in sicurezza le proprie fondamenta. È questo il messaggio lanciato da Vincenzo Barbatano, presidente nazionale dell’Associazione Rurale Calabrese, che richiama l’attenzione su una delle principali criticità che oggi interessano il comparto agricolo e zootecnico: la gestione della risorsa idrica.

Droni per il monitoraggio delle colture, sensori intelligenti, tecnologie digitali e strumenti di agricoltura 4.0 rappresentano una grande opportunità per innovare e rendere più efficienti le aziende agricole. Un percorso che, secondo Barbatano, deve essere sostenuto e incentivato.

«L’innovazione non si rifiuta, si abbraccia – sottolinea il presidente dell’Associazione Rurale Calabrese – ma vivendo quotidianamente a contatto con la terra e ascoltando le difficoltà di agricoltori e allevatori emerge una necessità precisa: prima di introdurre gli strumenti del futuro dobbiamo garantire la sicurezza delle risorse fondamentali del presente».

La sicurezza idrica come infrastruttura essenziale

Barbatano utilizza una metafora per spiegare la priorità della questione: «È come acquistare un macchinario medico all’avanguardia senza aver prima costruito l’ospedale in cui farlo funzionare. La tecnologia è una risorsa straordinaria, ma ha bisogno di una struttura solida su cui poggiarsi. Per il mondo agricolo questa struttura si chiama sicurezza idrica».

La Calabria, infatti, continua a fare i conti con periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati. Una situazione che mette sotto pressione aziende agricole e allevamenti, mentre una grande quantità di acqua piovana e fluviale continua a defluire verso il mare senza essere adeguatamente raccolta e valorizzata.

«Ogni anno perdiamo un patrimonio idrico importante – evidenzia Barbatano – una risorsa che potrebbe diventare strategica per affrontare i mesi più difficili e garantire maggiore stabilità alle attività agricole».

Un piano straordinario per la raccolta delle acque

L’Associazione Rurale Calabrese propone quindi un intervento strutturale basato sulla creazione di una rete diffusa di sistemi di raccolta e accumulo delle acque.

Tra le proposte: incentivare la realizzazione di bacini e vasche di accumulo aziendali e interaziendali, capaci di raccogliere acqua piovana e acqua proveniente dai corsi d’acqua nei periodi di maggiore disponibilità; sviluppare una gestione intelligente dei flussi idrici, trattenendo la risorsa e consentendo il deflusso controllato solo dopo il raggiungimento della capacità di raccolta; garantire maggiore autonomia alle aziende agricole e zootecniche, offrendo riserve idriche certe durante i periodi di siccità.

Un approccio che, secondo Barbatano, non rappresenta un ritorno al passato ma una scelta strategica per costruire un’agricoltura più moderna e resiliente.

Tradizione e tecnologia per una nuova agricoltura calabrese

La sfida, infatti, è riuscire a coniugare il patrimonio di conoscenze degli agricoltori con le nuove opportunità offerte dalla tecnologia.

«Immaginiamo una Calabria in cui un drone di ultima generazione possa monitorare campi irrigati con acqua piovana raccolta e conservata in modo intelligente – afferma Barbatano – questo è il vero incontro tra intelligenza contadina e innovazione moderna».

L’appello dell’Associazione Rurale Calabrese è rivolto alla Regione Calabria e allo Stato affinché, accanto agli incentivi destinati alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica, vengano previsti investimenti concreti nelle infrastrutture idriche.

«Diamo prima le fondamenta alla nostra terra – conclude Barbatano – tutto il resto sarà un valore aggiunto straordinario per far crescere e rendere più forte l’economia rurale calabrese».

Segui CalabriaOk