Arbëria Digital Fest 2026, tre giorni per trasformare la cultura arbëreshe in sviluppo e innovazione
Dal 23 al 25 ottobre Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto ospiteranno la seconda edizione dell'iniziativa che punta a valorizzare il patrimonio culturale arbëresh attraverso incontri, panel, arte, podcast ed eventi diffusi sul territorio
Dal 23 al 25 ottobre Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto ospiteranno la seconda edizione dell’Arbëria Digital Fest, l’iniziativa che punta a valorizzare il patrimonio culturale arbëresh attraverso incontri, panel, arte, podcast ed eventi diffusi sul territorio.
“Tramandare, attrarre, generare” è il filo conduttore della manifestazione organizzata da Fili Meridiani APS ed Emira Digital, con il sostegno della Fondazione Carical. L’obiettivo è trasformare lingua, memoria, tradizioni e identità arbëreshe in strumenti capaci di creare nuove opportunità di sviluppo locale.
Un festival diffuso nel cuore dell’Arbëria crotonese
La seconda edizione rafforza il legame con il territorio coinvolgendo tre comunità: Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto. Il Muzé Spazio Arbëria di Pallagorio sarà uno dei luoghi centrali della manifestazione, ma l’intero comprensorio diventerà protagonista attraverso incontri, attività culturali e momenti di confronto.
L’obiettivo è superare la frammentazione tra i singoli paesi e costruire una narrazione comune dell’Arbëria, valorizzando luoghi, persone, esperienze e competenze. Una rete territoriale nella quale cultura, turismo, comunicazione e innovazione possano dialogare per generare nuove prospettive.
Tre parole chiave: tramandare, attrarre, generare
Il tema dell’edizione 2026 nasce da tre azioni considerate fondamentali per il futuro dell’Arbëria.
Tramandare significa custodire e trasferire alle nuove generazioni lingua, memoria, saperi e tradizioni. In questo percorso tecnologia, strumenti digitali, creatività e intelligenza artificiale possono offrire nuovi linguaggi capaci di raccontare l’identità senza modificarne il valore.
Attrarre vuol dire rendere i borghi arbëresh luoghi da conoscere e vivere. Turismo culturale ed esperienziale, produzioni locali, enogastronomia, arte, musica e paesaggio diventano elementi attraverso cui costruire nuove occasioni economiche e sociali.
Generare significa invece trasformare la cultura in progettualità concreta, creando collaborazioni tra amministrazioni, associazioni, imprese, università e nuove generazioni, rafforzando anche i rapporti con Albania, Kosovo, Balcani e diaspora.
Tre grandi temi per immaginare l’Arbëria del futuro
Il programma sarà articolato attorno a tre aree principali: marketing territoriale e turismo, relazioni con Albania e Kosovo e innovazione digitale.
Al centro ci saranno il racconto dell’identità arbëreshe, la costruzione di nuove esperienze turistiche e l’utilizzo delle tecnologie contemporanee per creare opportunità e nuove forme di comunicazione
L’obiettivo non sarà soltanto discutere, ma favorire il confronto tra esperienze e competenze da cui po sano nascere collaborazioni e iniziative anche oltre i giorni del festival.
OPEN ARBËRIA, le porte dei borghi diventano opere d’arte
Tra le novità dell’edizione 2026 ci sarà OPEN ARBËRIA, progetto di arte pubblica realizzato con l’artista arbëresh Michele Giudicissi e con laboratori dedicati a bambini e ragazzi.
Le porte dei borghi diventeranno superfici narrative sulle quali raccontare storie, simboli, parole e memorie dell’Arbëria. Un percorso artistico diffuso che mette in relazione passato e futuro, tradizione e contemporaneità.
Il progetto interpreta pienamente la filosofia del festival: tramandare l’identità, attrarre attraverso la bellezza dei luoghi e generare nuovi spazi culturali.
Eventi OFF, musica, podcast e attività nelle comunità
Accanto agli appuntamenti principali saranno organizzati gli Arbëria Digital Fest OFF, un programma parallelo con visite, laboratori, arte, musica, food e momenti di incontro aperti alle comunità.
Tra gli eventi dedicati ai giovani ci sarà Arbëresh Remix, una serata nella quale le sonorità della tradizione arbëreshe incontreranno nuovi linguaggi musicali attraverso il DJ calabrese Giovanni Salerno.
Spazio anche alla musica arbëreshe con i cantautori Enzo Iovine e Pietro Curci e il cantastorie Rocco Marco Moccia.
Prevista inoltre una speciale edizione di POP ARBËRESH, il podcast dedicato alle persone e alle comunità dell’Arbëria, che raccoglierà testimonianze e racconti direttamente durante il festival.
Fili Meridiani: una rete che va oltre i tre giorni della manifestazione
L’Arbëria Digital Fest rappresenta per Fili Meridiani un percorso più ampio finalizzato a mettere in connessione comunità, competenze e territori. La sfida è lasciare sul territorio relazioni e progettualità capaci di proseguire anche dopo la conclusione dell’evento.
«Tramandare, attrarre e generare sono le tre azioni con cui vogliamo raccontare la direzione dell’Arbëria Digital Fest – sottolinea Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani APS –. Vogliamo un festival aperto, capace di mettere insieme comunità diverse e rafforzare le relazioni dell’Arbëria con Albania, Kosovo e Balcani».
Emira Digital al fianco del festival
A sostenere la manifestazione anche Emira Digital, impegnata sul fronte della comunicazione, dell’innovazione e della valorizzazione digitale del territorio.
«Utilizzare il digitale non come fine, ma come strumento per valorizzare ciò che rende unici i territori» è la visione alla base del sostegno all’iniziativa, come spiegato dal CEO Fabio Spadafora.
Per tre giorni Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto diventeranno quindi un laboratorio aperto dove identità e innovazione, memoria e futuro si incontreranno per raccontare una nuova idea di Arbëria.
ARBËRIA DIGITAL FEST – II EDIZIONE
23 · 24 · 25 OTTOBRE 2026
Carfizzi · Pallagorio · San Nicola dell’Alto