AIGA Cosenza apre il dibattito sull'intelligenza artificiale e il diritto

Il presidente Arabia: «L'intelligenza artificiale può supportare il lavoro dell'avvocato, ma non sostituirne competenze, etica e umanità».

A cura di Redazione
09 giugno 2026 13:00
AIGA Cosenza apre il dibattito sull'intelligenza artificiale e il diritto - Foto: Ufficio stampa Aiga Cosenza
Foto: Ufficio stampa Aiga Cosenza
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Cosenza - L'intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mondo delle professioni e anche l'Avvocatura è chiamata a interrogarsi sul proprio futuro. Opportunità da cogliere o rischio per la formazione e l'identità stessa dell'avvocato? Attorno a questo interrogativo si è sviluppato il confronto promosso da AIGA Cosenza, che ha riunito rappresentanti del mondo accademico, dell'Avvocatura, delle istituzioni e dell'associazionismo forense per analizzare una delle sfide più rilevanti dei prossimi anni. L'iniziativa, fortemente voluta dalla sezione cosentina dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati guidata dal presidente Giuliano Arabia, ha rappresentato un momento di approfondimento e riflessione sulle trasformazioni che l'innovazione tecnologica sta già producendo nel settore giuridico.

Un confronto tra accademia, professionisti e istituzioni

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza, Claudio De Luca, del direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell'Università della Calabria, Franco Ernesto Rubino, della coordinatrice della Consulta delle Istituzioni e delle Associazioni Forensi, Ornella Nucci, e della coordinatrice AIGA Calabria, Giovanna Zampogna.

Il dibattito è poi entrato nel vivo con gli interventi degli esperti. Il professor Andrea Tagarelli, ordinario di Ingegneria Informatica all'Università della Calabria, ha illustrato le potenzialità dell'intelligenza artificiale applicata al settore legale, soffermandosi anche sulle criticità derivanti da un utilizzo non consapevole degli strumenti digitali.

Particolarmente significativa la riflessione dell'avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera Penale di Cosenza, che ha richiamato l'attenzione sull'importanza dello studio, dell'approfondimento e dell'esperienza nella formazione professionale, evidenziando le proprie riserve rispetto a un ricorso eccessivo alle nuove tecnologie in un percorso che richiede preparazione, sacrificio e competenze.

I profili etici e deontologici dell'intelligenza artificiale sono stati affrontati dall'avvocato Rosa Masi, mentre l'avvocato Valerio Zicaro, componente della Commissione per la redazione del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici, ha approfondito le prospettive di utilizzo dell'IA nel processo amministrativo e nel settore pubblico. A completare il quadro, il focus pratico curato da Lorenzo Maccione per Lexroom, dedicato alle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale nell'attività professionale quotidiana.

Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: l'intelligenza artificiale rappresenterà sempre più uno strumento di supporto per gli studi legali, ma non potrà sostituire il giudizio umano, la responsabilità professionale e la capacità di interpretare la complessità delle situazioni.

Arabia: «L'Avvocatura deve comprendere e governare il cambiamento»

A sottolineare la necessità di affrontare il cambiamento senza subirlo è stato il presidente di AIGA Cosenza, Giuliano Arabia, che ha spiegato le ragioni alla base dell'iniziativa.

«L'intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta già cambiando il volto delle professioni. Di fronte a questa trasformazione, l'Avvocatura non può restare spettatrice: deve comprenderla, approfondirla e governarla», ha dichiarato.

Per Arabia, uno degli elementi più importanti del convegno è stato il dialogo tra mondi diversi ma complementari.

«Il valore aggiunto di questa iniziativa è stato aver messo attorno allo stesso tavolo università, professionisti, istituzioni e associazioni. Hanno dialogato senza pregiudizi, offrendo punti di vista differenti ma complementari. Credo che sia proprio questo il compito di un'associazione come AIGA: creare occasioni di confronto sui temi che segneranno il futuro della professione».

Innovazione e valori: la sfida del futuro

Secondo il presidente di AIGA Cosenza, il dibattito ha lasciato un messaggio preciso: l'innovazione non deve essere vissuta come un'alternativa ai valori tradizionali della professione forense, ma come uno strumento da integrare con consapevolezza e responsabilità.

«Il vero tema non è scegliere tra innovazione e tradizione. La sfida è fare in modo che l'innovazione proceda senza perdere di vista i valori che caratterizzano la nostra professione. L'intelligenza artificiale potrà aiutarci a essere più efficienti, ma non potrà mai sostituire le competenze, il giudizio critico, l'etica, la responsabilità e l'umanità dell'Avvocato».

Il successo dell'iniziativa conferma il ruolo di AIGA Cosenza come punto di riferimento nel confronto sui temi destinati a incidere sul futuro delle professioni. Un percorso che punta a preparare la giovane avvocatura alle trasformazioni in atto, favorendo il dialogo tra competenze diverse e costruendo una rete capace di affrontare le sfide dell'innovazione senza rinunciare ai principi che da sempre caratterizzano la professione forense.

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