TERRITORIO

Aiello Calabro, studenti detective della pietra sulle tracce dello scultore Pietro Barbalonga

Una trentina di alunni ha partecipato al trekking urbano nel centro storico, tra palazzi, chiese e decorazioni del maestro messinese

A cura di Redazione
03 novembre 2026 07:30
Aiello Calabro,  studenti detective della pietra sulle tracce dello scultore Pietro Barbalonga - Foto: Uff. Stampa Comune di Aiello Calabro
Foto: Uff. Stampa Comune di Aiello Calabro
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Aiello Calabro – Maschere barbute, cherubini e festoni di frutta scolpiti nella pietra. Questi gli indizi che una trentina di alunni della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Comprensivo Amantea-Campora San Giovanni – Aiello Calabro hanno seguito nel centro storico durante il trekking urbano «Sulle tracce di Pietro Barbalonga», svoltosi nei giorni scorsi.

Organizzata dal Comune nel quarto centenario della morte dell’artista peloritano, avvenuta ad Aiello il 23 aprile 1626, la giornata rientra in «Sentieri d’Arte», iniziativa finanziata dalla Regione Calabria. L’appuntamento prosegue il percorso di valorizzazione curato dallo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, con una mostra ospitata ad Aiello e all’Archivio di Stato di Cosenza e incontri ad Aiello, Paola, Scigliano e Cosenza.

Partito alle 10 dall’ex Convento degli Osservanti, alla presenza dell’assessora Olga Terranova, che ha seguito e organizzato le iniziative dedicate all’artista, il percorso ha toccato la Cappella Cybo e la chiesa di San Francesco d’Assisi, conosciuta come Madonna delle Grazie, per poi proseguire tra i palazzi del centro storico, il sito dell’antico monastero di Santa Chiara e la chiesa di San Giuliano.

«Un’importante occasione di apprendimento dentro e fuori dall’aula, capace di intrecciare arte, storia, tradizioni e cultura, avvicinando le nuove generazioni alle ricchezze del territorio e al valore della tutela del patrimonio». Ha così commentato il sindaco Lepore nell’intervento di saluto agli studenti.

Guidati da Bruno Pino, cronista della memoria locale, e da Francesco La Carbonara, guida associata AIGAE, i ragazzi si sono trasformati in detective: contare i mascheroni barbuti, riconoscere cornici e individuare mensole sono diventate piccole missioni, capaci di trasformare la storia dell’arte in un gioco di osservazione.

Scalpellino, scultore e architetto messinese, Pietro Barbalonga si stabilì ad Aiello alla fine del Cinquecento, vi si sposò e aprì una bottega specializzata nella decorazione architettonica in pietra.

La giornata si è conclusa nel Museo comunale di via Valle con un laboratorio didattico curato dal Museo della Seta e dall’Associazione Erbanetta 3.0 di Mendicino. Francesco La Carbonara ha illustrato il ciclo di produzione della seta, dall’allevamento dei bachi alla trattura del filo.

Entusiasmo e curiosità hanno accompagnato l’intera esperienza, unendo la scoperta delle opere d’arte alla conoscenza delle tradizioni artigianali. A riassumerne il significato, la frase latina «Colligite fragmenta ne pereant»: «Raccogliete i frammenti, perché non vadano perduti». Un invito a conoscere, rispettare e custodire il patrimonio ricevuto in eredità.

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