Addio a Francesca Anastasio, la mamma di Dodò simbolo di legalità
Morta a 58 anni in ospedale a Milano dopo tre mesi di coma. Con il marito Giovanni trasformò il dolore per Dodò Gabriele in impegno civile e memoria contro la ’ndrangheta
Si è spenta a 58 anni Francesca Anastasio, madre di Dodò Gabriele, il ragazzo di appena 17 anni ucciso il 25 giugno del 2009 durante una partita di calcetto nel quartiere Margherita di Crotone. Francesca è morta oggi in un ospedale di Milano, dopo quasi tre mesi di agonia. Era finita in coma a causa di una complicazione sopraggiunta dopo un intervento chirurgico.
Con il marito Giovanni, aveva trasformato un dolore impossibile da raccontare in una testimonianza quotidiana di impegno civile e memoria. Dopo la morte del figlio, la coppia era diventata simbolo della lotta alla criminalità e ambasciatrice di legalità, entrando nelle scuole, partecipando a incontri pubblici e parlando ai giovani di giustizia, coraggio e speranza.
Dodò Gabriele venne colpito mortalmente durante un agguato di ’ndrangheta mentre si trovava sul campo da calcio con gli amici. La sua morte sconvolse l’intera Calabria e l’Italia, trasformando il suo volto in uno dei simboli innocenti delle vittime della violenza mafiosa.
Negli anni Francesca Anastasio non ha mai smesso di ricordare suo figlio. Con dignità e forza ha portato avanti il messaggio di Dodò, scegliendo di non chiudersi nel dolore ma di metterlo al servizio degli altri. Insieme al marito Giovanni ha incontrato studenti, associazioni e istituzioni, affinché la storia di Dodò non venisse dimenticata e diventasse invece esempio di riscatto e coscienza civile.
Oggi, per molti, Francesca potrà finalmente riabbracciare il suo Dodò. Una madre che ha vissuto gli ultimi diciassette anni custodendo il ricordo del figlio e trasformando una tragedia in una battaglia d’amore e legalità.