Ad Umbriatico si celebra il patrono San Donato con la giornata del ringraziamento
In occasione della festa patronale, la comunità ha voluto rendere omaggio al medico per la sua professionalità, dedizione e vicinanza quotidiana
“La cura è l’arte di esserci”. È racchiuso in questa frase il significato del sentito omaggio che la comunità di Umbriatico ha voluto rivolgere al dottor Tommaso Masotta in occasione della solennità di San Donato Vescovo, glorioso patrono del paese.
Un momento di festa e di partecipazione che è diventato anche l’occasione per esprimere pubblicamente gratitudine nei confronti di una figura considerata un punto di riferimento prezioso per la comunità.
Il riconoscimento nasce dalla volontà di sottolineare non soltanto la professionalità con cui il dottor Masotta svolge quotidianamente il proprio servizio, ma anche quella dimensione umana fatta di presenza, ascolto e disponibilità che, soprattutto nei piccoli centri, assume un valore ancora più significativo.
Alla presenza della comunità è stato consegnato un piccolo segno di affetto e riconoscenza, accompagnato da una dedica semplice ma particolarmente significativa:
“Al Dottor Tommaso Masotta.
‘La cura è l’arte di esserci.’
Grazie per essere un punto di riferimento prezioso per la nostra comunità.
Con affetto e gratitudine,
La comunità di Umbriatico.”
Un messaggio che va oltre il semplice ringraziamento professionale e racconta il legame costruito nel tempo tra il medico e la popolazione.
La comunità di Umbriatico ha così voluto riconoscere al dottor Masotta il valore di una presenza costante e rassicurante, capace di rappresentare un riferimento quotidiano per tante persone.
Perché essere medico, soprattutto in una comunità come quella di Umbriatico, significa anche esserci: condividere preoccupazioni, ascoltare, accompagnare e offrire una parola di conforto nei momenti di maggiore difficoltà.
E proprio per questo il messaggio conclusivo rivolto al dottor Masotta assume un significato particolare: “Grazie di cuore, Dottore, per non essere soltanto un medico, ma una colonna portante della nostra comunità.”