Acqua non potabile a Lamezia, Codici diffida Sorical e chiede chiarezza
L'associazione sollecita accertamenti sull'emergenza idrica e valuta rimborsi per cittadini e attività colpite dal divieto di utilizzo dell'acqua
LAMEZIA TERME – Fare piena luce sull'emergenza che, tra il 1° e il 12 maggio, ha reso non potabile l'acqua distribuita dal serbatoio "Richetti". È questo l'obiettivo della diffida notificata dall'associazione Codici a Sorical S.p.A., dopo il disservizio che ha interessato numerosi quartieri di Lamezia Terme e che ha portato il Comune a vietare, con un'ordinanza sindacale poi revocata, l'utilizzo dell'acqua per il consumo umano.
Secondo quanto riferito dall'associazione, il provvedimento sarebbe stato adottato in seguito alla segnalazione, da parte del gestore del servizio idrico, di anomalie nella qualità dell'acqua distribuita dal serbatoio interessato. Per diverse settimane famiglie e attività commerciali avrebbero dovuto rinunciare all'utilizzo dell'acqua di rete per bere e cucinare, ricorrendo a soluzioni alternative per l'approvvigionamento.
«Questa vicenda – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – solleva interrogativi rilevanti sotto il profilo della continuità e della qualità di un servizio pubblico essenziale. Riteniamo necessario accertare quali siano state le cause dell'emergenza, quali misure siano state adottate per fronteggiarla e se siano stati predisposti adeguati strumenti per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe».
Oltre alla diffida, l'associazione ha presentato un'istanza di accesso alle informazioni ambientali per ottenere la documentazione tecnica relativa all'accaduto, comprese analisi, comunicazioni tra gli enti coinvolti, interventi effettuati sulla rete e ogni altro elemento utile a ricostruire la gestione dell'emergenza.
Per Codici, il disservizio ha causato disagi rilevanti a cittadini e imprese, limitando la normale fruizione del servizio idrico e costringendo molti utenti a sostenere ulteriori spese per procurarsi acqua potabile. La revoca dell'ordinanza, secondo l'associazione, non esclude la necessità di verificare come sia stata gestita la situazione e di valutare eventuali misure compensative.
«Ho raccolto in queste settimane la preoccupazione e il disagio di tante famiglie e attività commerciali della nostra città – dichiara Andrea Cartella, segretario di Codici Lamezia Terme –. Non basta che il divieto sia stato revocato: i cittadini hanno diritto a sapere cosa è realmente accaduto e a vedersi riconosciuto un ristoro per i disagi subiti».
Con la diffida, Codici invita inoltre Sorical ad adottare misure tecniche, organizzative e informative per prevenire il ripetersi di episodi analoghi, rafforzando il monitoraggio della qualità dell'acqua, le procedure di gestione delle emergenze e la comunicazione con la popolazione.
L'associazione chiede infine che vengano valutati rimborsi, accrediti o riduzioni tariffarie per gli utenti coinvolti dal divieto di utilizzo dell'acqua e annuncia la disponibilità ad assistere cittadini e attività economiche interessate dal disservizio in vista di una possibile azione collettiva a tutela dei loro diritti.