A Crotone sulle tracce di Rino Gaetano: quando la musica diventa viaggio

La città natale del cantautore è meta di fan che arrivano da tutta Italia per visitare i luoghi simbolo della sua storia. Tra loro, ogni estate, anche la famiglia Fiore

A cura di Redazione
10 agosto 2026 13:30
A Crotone sulle tracce di Rino Gaetano: quando la musica diventa viaggio - Foto: Redazione
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Crotone – Rino Gaetano non è soltanto nelle sue canzoni. Rino Gaetano è anche un luogo. È Crotone, la città dove è nato e dove ancora oggi sono custoditi tanti frammenti della sua storia. Una città che, per una parte dei suoi visitatori, non rappresenta soltanto una destinazione turistica, ma una vera e propria tappa di un viaggio musicale.

È un fenomeno che ha un nome: turismo musicale. A Crotone esiste, anche se ancora in proporzioni contenute, piccole ed esigue, ed è legato soprattutto alla figura di Rino Gaetano. Ci sono persone che arrivano in città non semplicemente perché hanno origini crotonesi o perché accompagnano parenti e amici nel turismo delle radici, ma perché vogliono conoscere i luoghi legati al cantautore. Pochi, ma ci sono.

Il percorso può partire dalla statua di Rino Gaetano in piazza della Resistenza, diventata una delle immagini più riconoscibili della città. Sono tanti i visitatori che si fermano per una fotografia accanto al cantautore. Poi ci sono il murale realizzato da Jorit in via Mastracchi, la gigantografia nel quartiere Lampanaro, le scritte che si incontrano tra via Raimondi e via Vittorio Emanuele, fino all'ukulele conservato alla Lega Navale.

E c'è anche lo stadio Ezio Scida, che resta innanzitutto un impianto sportivo, ma che per i fan di Rino rappresenta anche il luogo di uno dei suoi concerti: quello dell'estate del 1978.

Peppe Fiore e quel viaggio che si ripete ogni anno

Tra coloro che hanno trasformato Crotone in una tappa fissa del proprio calendario c'è Giuseppe Fiore, per tutti Peppe, di Gricignano di Aversa, nel Casertano.

Ogni anno torna a Crotone per Rino Gaetano (QUI l'articolo dello scorso anno). Non per una semplice visita di passaggio: prende in affitto una casa in città e trascorre qui parte delle sue vacanze, andando alla scoperta dei luoghi del cantautore e tornando, immancabilmente, davanti alla statua per deporre una rosa.

«Crotone è un punto di riferimento», ci ha raccontato stamane. Anche quest'anno Peppe è tornato. Con sé porta anche un ukulele firmato da Luigi Caterisano, componente della Khatmandu Band, e soprattutto una passione che nel tempo è diventata familiare.

Perché Rino Gaetano, nella famiglia Fiore, non è una passione individuale. Lo ascolta la moglie, lo ascolta il fratello Domenico, lo ascoltano i suoi tre figli. Una passione tramandata, quasi diventata una consuetudine di famiglia.

«Ogni anno, il 2 giugno, ci rechiamo al Verano sulla tomba di Rino per rendergli omaggio», racconta Domenico (QUI un articolo).E quando arriva l'estate, invece, la direzione è Crotone.

Da Viadana a Crotone, per conoscere i luoghi di Rino

La storia dei Fiore si intreccia, quasi casualmente, con quella di un altro gruppo di appassionati incontrato proprio davanti alla statua. Mentre si cercava Peppe per incontrarlo nuovamente e raccontare il suo viaggio, alla statua di Rino Gaetano è arrivato un gruppo di persone provenienti da Viadana, in provincia di Mantova.

Tra loro c'è una donna originaria di Crotone, ma residente da sempre a Viadana, insieme al marito, originario della stessa zona, e a un amico di sempre, Marco, detto Gavo. Ed è proprio Gavo il grande appassionato del gruppo.

«Amo la musica cantautorale, ma soprattutto Rino Gaetano», ci ha detto sotto il gran caldo di questa mattina. «È la mia prima volta a Crotone e sono sceso per vedere i luoghi di Rino Gaetano». Non una vacanza costruita intorno a una generica visita della Calabria, dunque. Il viaggio al Sud ha una motivazione precisa: Rino Gaetano. Una giornata a Crotone, alla scoperta dei suoi luoghi, delle sue tracce e della sua memoria, prima di ripartire verso il Nord.

«È sempre come se fosse la prima volta»

Per Peppe Fiore, però, tornare a Crotone è qualcosa che va oltre la semplice visita.

«È sempre come se fosse la prima volta, la stessa emozione», racconta. E poi torna con il ricordo del 2 giugno al Verano, quando ogni anno tanti fan si ritrovano davanti alla tomba del cantautore. «Ho visto Anna Gaetano il 2 giugno. C'erano lei e tanti altri fan. Una persona umile e disponibile».

Un appuntamento che per la famiglia Fiore è diventato quasi un rito. Come lo è il viaggio estivo a Crotone. «Anche io sono venuto tante volte a Crotone», racconta Domenico. «Abbiamo la stessa passione e i miei figli sono cresciuti con la stessa passione».

Le due famiglie Fiore, insieme, hanno persino realizzato delle magliette personalizzate con le immagini di Rino Gaetano. Un altro modo per portare quella passione addosso, letteralmente, durante le giornate trascorse in città.

E poi c'è Luisa, la figlia di Domenico, una piccola modella che ha già posato per Zara, Kendy, Simona Spam e Ingrasso, e per altri importanti marchi internazionali. Anche lei, in mezzo a fotografie, magliette e racconti, cresce con Rino Gaetano come parte della propria storia familiare.

Il mare, la pizza e Rino

Le vacanze dei Fiore hanno ingredienti semplici: il mare, la pizza, la famiglia. E Rino Gaetano. Le due famiglie condividono la stessa casa presa in affitto e trascorrono insieme le giornate crotonesi. Ma c'è sempre un momento per tornare nei luoghi del cantautore, per una fotografia, una rosa, un ricordo.

«Veniamo a Crotone per ricordarlo sempre. È un pezzo di famiglia». È forse questa la chiave per capire cosa rappresenti davvero Rino Gaetano per chi arriva da lontano. Non soltanto un artista da ascoltare, ma una persona da cercare attraverso i luoghi.

E così Crotone diventa parte del racconto: la città natale, il lungomare dove Rino è nato, le strade, i murales, la statua, l'ukulele, lo stadio. Un percorso ancora piccolo, ma c'è.

Perché quando qualcuno prende un aereo, un treno o un'auto, arriva a Crotone, prende una casa in affitto e trascorre le proprie vacanze seguendo le tracce di un cantautore, allora la musica ha già smesso di essere soltanto musica. È diventata viaggio.

Danilo Ruberto

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