8 marzo alla Casa della Cultura: tessera biblioteca per donne migranti SAI
A Crotone l’iniziativa con i progetti SAI dei Comuni di Crotone e Isola di Capo Rizzuto: cultura e lettura come strumenti di libertà e autodeterminazione
Alla Casa della Cultura di Crotone, la Giornata internazionale della donna è stata celebrata con un gesto particolare: la consegna della tessera della biblioteca a un gruppo di donne migranti accolte nei progetti SAI dei Comuni di Crotone e Isola di Capo Rizzuto. Un’iniziativa promossa dalle associazioni impegnate nell’accoglienza.
«Per questo 8 marzo con le beneficiarie accolte nei progetti SAI abbiamo deciso di fare una cosa diversa: fare la tessera della biblioteca. La cultura è libertà, rende autonomi e può aprire orizzonti differenti», ci ha spiegato venerdì Marianna Barilari, Coordinatrice del progetto SAI per il Comune di Crotone e Isola, Prociv Arci Isola di Capo Rizzuto raccontando il senso dell’iniziativa che ha coinvolto circa venti donne.
«In questo momento storico vediamo che in alcune parti del mondo le scuole femminili vengono bombardate e in Afghanistan la cultura delle donne viene proibita. Noi oggi vogliamo compiere un piccolo atto rivoluzionario». Un gesto semplice, ma pensato per offrire strumenti di crescita e integrazione a donne che hanno attraversato il mare per ricostruire la propria vita. «Sono donne che hanno scelto di oltrepassare quella linea di confine che è il mare per ridimensionare la loro vita e riappropriarsi di una nuova identità», ha aggiunto , ricordando anche il lavoro di rete delle associazioni del territorio che accompagnano quotidianamente i percorsi di accoglienza.
L’iniziativa ha coinvolto le beneficiarie dei progetti SAI, accompagnate dagli operatori e dalle associazioni partner, in un momento di incontro con la biblioteca come spazio pubblico di conoscenza e partecipazione. Per Noemi Bossi, coordinatrice del progetto SAI del Comune di Crotone per la cooperativa Baobab, la scelta del luogo non è casuale.
«La giornata di oggi è importante perché ci permette di portare le nostre beneficiarie, che sono donne e migranti e quindi in una condizione spesso più complessa rispetto agli uomini, in un luogo che può aprire diverse opportunità dal punto di vista della crescita personale e dell’autodeterminazione». Bossi ha evidenziato come la lettura possa diventare uno strumento di emancipazione. «La lettura ha un impatto culturale profondo in ognuno di noi e, a maggior ragione per loro, può essere un’attività capace di aprire la visione del mondo e rafforzare il loro percorso di vita qui in Italia».
Dietro ogni tessera consegnata, ci sono storie di viaggi difficili e scelte coraggiose. «Le loro storie personali sono storie di coraggio e di sfida», ha concluso la coordinatrice. «Raccontano di quanto sia complesso vivere senza il riconoscimento di diversi diritti, ma anche di come si possa trovare la forza e la voglia di cambiare la propria vita». Un piccolo gesto, dunque, ma con un significato forte: trasformare una tessera della biblioteca in una chiave di accesso alla conoscenza, all’autonomia e a nuove possibilità.